«Scommettiamone mezzo litro....»
«Dite pure un boccale, che mi ci trovo meglio.»
«Come volete voi. Andiamo dal magnano e sentirete.»
«Andiamo pure.»
Intanto l’attenzione degli altri spettatori s’era rivolta improvvisamente a qualcosa di nuovo, e siccome una voce gridava «largo, figlioli!... largo, signori!... largo, di grazia!...» così tutti, per vedere cos’era, si spingevano l’un l’altro addosso a quel pover uomo che domandava precisamente il contrario. Questi era Martino, che con gran fatica e precauzione attraversava la piazza portando sulle spalle una lastra di marmo.
«Povero martire!» diceva un contadino a un artigiano.
«Povero asino! dite piuttosto; faticare a quel modo per uno che non lo guarda neanche in viso!»
«Avrà fatto, come e qualmente, il suo bravo contratto....»
«Contratto? Scommetto che non gli dà neanche da bagnare il becco!»
«È vero che Martino è uomo da non averne bisogno, perchè se la passa bene, sapete. Adesso ha preso anche qualcosa dell’eredità.»