«Eppure è così!... lo so e non lo so!...»

«Sarà un impiego grosso.... e non lo si potrà dir tutto in una volta.»

«Dunque lo sapremo a poco a poco....»

«Lo saprete, ve lo prometto. Sarete i primi a saperlo.... abbiate pazienza....»

La comparsa improvvisa di un nuovo personaggio che, in quel momento passando davanti al caffè, rivolse la parola a Massimo, venne a troncare quel dialogo ostinato che minacciava di continuare un pezzo, con poco frutto di quelli che interrogavano, e con nessun gusto di chi doveva rispondere. Però Massimo avrebbe preferito d’essere salvato in altro modo.

Il nuovo personaggio, di cui faremo conoscenza più tardi, era il marchese Renica, il quale dopo aver salutato l’avvocato Massimo, gli ricordò che tra mezz’ora l’aspettava a pranzo.

L’avvocato rispose con un gran saluto e con qualche parola di complimento un po’ biascicata; poi si accomiatò dagli amici dicendo di voler dare un’ultima occhiata a’ suoi mobili. Egli capì che quel pranzo in casa del marchese non sarebbe piaciuto agli amici, e che il pranzo e l’impiego li avrebbe forse potuti giustificare separatamente, ma non tutti e due in una volta.

«Avete veduto?»

«Sicuro!»

«Avete sentito?»