«Mandare i propri figli in paesi che non s’è sentito mai nominare!... lasciarli in mano di nessuno! Ah! se fossi nei vostri panni....»
«Cosa fareste?»
«Cosa farei? Farei un rapporto, di quelli in carta bollata, e a chi si deve!... Perchè se ci sono dei matti, bisogna farli legare!...»
«Oh! io poi.... fare di questi torti al mio uomo.... perchè l’uomo poi è buono, sapete!»
«Grazie!... e la vostra coscienza? La vi par cosa da poco, a voi?... Lasciar tirare su i vostri figlioli a piacimento dei matti!...»
«Matto.... matto.... Adesso non ragionate bene neanche voi! Se mio marito volesse far imparare a Tonino un mestiere solo, lo terrebbe qui; ma lui, capite, vuol fargliene imparare due o tre, perchè possa poi guadagnare qualcosina di più, e aiutarci meglio anche noi quando saremo vecchi!»
«Due o tre mestieri? ma vedete se non son cose da matti!...»
«E perchè? Quando uno ha avuto un po’ di studio, può bene mettere bottega di segatore, di legnaiolo e di bottaio, per dirne una!»
«Mi diventate matta anche voi? Un legnaiolo fare il bottaio? Lo potete giusto dir voi, o vostro marito, perchè non sapete neanche da che parte si cominci a fare il tappo d’un barile!... Se ci fosse a sentirvi il mio povero Andrea!... Vedete cosa vuol dire star coi matti!...»
«Oh! finitela anche voi con questa parola! Se le consolazioni che mi volete dare son queste!...»