«Eh altro! Lui ha una casa che guarda su una piazza; lui ha i suoi camperelli, i suoi capitalucci.... Sicuro che a sentir lui sono un niente, e ogni giorno mi vorrebbe tirare al suo paese perchè vedessi le cose coi miei occhi. Ma io li conosco questi campagnoli!... tutti eguali!... pieni di denari, non sanno d’averli, e fanno il povero! N’ho conosciuto una volta uno di questi campagnoli, che a sentirlo gli avreste fatta la limosina: ebbene, quando è morto, gli hanno trovato nel canterano un sacchetto pieno d’oro! Capite! Volete che io vada a far le stime, e gli inventari, come un usciere, o come un rigattiere? Bella confidenza che ha il futuro suocero! direbbero in quel paese. E così farò veder loro, a quei campagnoli, con un tratto nobile, come si faccian le cose dai cittadini.... e cosa siano all’occorrenza i Milanesi!...»

«Bravo il nostro Giovanni!»

«Eh? le sappiamo fare a dovere le cose, noi di Milano? lo dico sempre io! Ma non è tutto qui: vi conterò una qualche volta, con più comodo, che contegno è stato il mio quando appunto, in queste cose di denaro, s’è dovuto mettere un poco di nero sul bianco. Ho trattato come un vero cavaliere! e ne sono ben contento. Ogni giorno ho un motivo di più per poter dire che pari all’avvocato Della Valle ce n’è pochi, e che alla mia Enrichetta è capitata una gran fortuna! Ma la mia Enrichetta, dico il vero, la meritava!... La mia buona Enrichetta!... L’avevo io il presentimento, fin da quando era bambina, che sarebbe salita in alto, in alto! E per questo non ho badato a spese: la mi è costata un occhio! ma ne sono contento. Fin due maestri a un tempo le facevo venire! La calligrafia poi gliela ho insegnata io. Se vedeste che bel corsivo inglese è il suo! E oltre il corsivo, conosce profondamente due o tre altri caratteri; sa fare qualche iniziale allegorica, con frecce, o foglioline d’alloro.... insomma anche in quanto alla calligrafia mia figlia può andare nelle prime società, senza soggezione di nessuno.»

«Benissimo! Con tutto questo però, ve ne rincrescerà fino all’anima, povero Giovanni, a staccarvi dalla vostra figliola!...»

«Staccarmi dalla mia figliola? Oh questo mai!... E poi l’avvocato è troppo innamorato di me! non ve l’ho detto? Guai se parlassi di lasciarli andar soli!»

«A proposito, vostro genero avrà l’impiego in Milano?»

«Pare di sì.»

«E se poi gli toccasse d’andar via?»

«Gli andremo dietro! Dovete sapere che tutti i forestieri coi quali ho parlato, m’hanno sempre detto che si capisce ch’io avevo una gran disposizione per viaggiare! E infatti, io la vedo piuttosto di buon occhio anche la gente degli altri paesi. Sicuro! caro Ambrogio; chi sa che una qualche volta non ce lo vedano proprio anche il vostro Giovanni in qualcuno di questi paesi lontani! Se ci vado, lasciate fare a me: ci penso io a mettere in ordine dappertutto la guardia nazionale! Lo farò veder io a quella gente cosa dev’essere la guardia nazionale! Chi sa che disordine! che babilonia! che indisciplina ci trovo!...»

«Ehi! signor sergente!... Se dorme, la si svegli! Non c’è la stufa qua fuori! La mia ora è finita da un pezzo!»