«Ma che diavolo! Dove ha la testa stasera, caro ingegnere? Pensi alla partita per il momento; ai tegoli, alle fabbriche e ai manovali ci penserà domani!...»
«Cosa vuole, signor marchese! tutto il gioco di spade era in mano del consigliere....»
«E intanto la partita è andata!»
«Sempre in faccende il nostro ingegnere!» prendeva a dire il consigliere Rocca, intanto che il marchese contava i punti.
«Sicuro!» ripigliava l’ingegnere. «Stamani poi non ho avuto un minuto di requie. Dovevo conchiudere due o tre appalti che mi premevan molto e.... a proposito! indovinate un poco con chi ho conchiuso un affar grosso?... con un legnaiolo di Castelrenico! Si chiama Della Valle anche lui; voi, Massimo, dovete conoscerlo....»
L’avvocato Massimo, che in quel punto s’era fatto rosso, prese le carte, aveva detto al marchese: «Lasci fare a me questa volta, le mescolo in modo che vedrà! le toccherà proprio un bel gioco!» Ma l’ingegnere continuava:
«Guardate un poco dove va a star di casa alle volte il talento! Questo legnaiolo ha veduto una volta, in un paese della Svizzera, delle macchine, così mi diceva lui, e detto fatto ci trovò il bandolo di farle venire e piantarle in Castelrenico. Intanto il più bel campione di imposte e di persiane è proprio stato il suo, e ho conchiuso con lui l’appalto per una casa intiera. Nè mi fermerò lì! Lavori così a buon patto e così ben fatti si vedon di rado. È un uomo che farà fortuna....»
«State attento! pigliate le vostre carte, ingegnere, e cercate di far fortuna voi!... Delle persiane e degli scuri fatti con talento parlerete dopo,» diceva il marchese.
«Non ho carte e faccio passo,» continuò l’ingegnere. «Se sapeste, Massimo, quanto m’ha chiesto di voi quel vostro compatriotta! Anzi si è fatto insegnare da me dove state di casa, perchè domani vuol venire a farvi visita, e vuol conoscere vostra moglie....»
«Ma caro avvocato, anche lei!...» esclamò in questo punto il marchese «che spropositi mi fa! ma badi!... che diavolo! cosa succede stasera?»