«Ma, a proposito, come va anche quest’altra faccenda?» domandò di nuovo il marchese dirigendosi a Mevio che gli camminava accanto. «Lei deve saperne di certo qualcosa.... dica su!»
L’ingegnere Mevio fissò il marchese, poi gli disse piano: «Parliamo d’altro; a quattr’occhi le dirò tutto.»
Il marchese Antonio fu colpito dall’insolita espressione di serietà e quasi di mestizia, con cui gli aveva risposto l’ingegnere; non aprì più bocca, e il consigliere trovò per il momento il suo tornaconto a fare altrettanto. Giunto a casa, il marchese con una breve manovra consegnò il consigliere a sua nuora; poi, come lo vide imbarcato in un discorso dei più fioriti, fece cenno a Mevio di seguirlo; lo condusse nel suo studio, lo fece sedere, e col tono secco di quando si faceva serio, «Ingegnere,» gli disse, «eccoci a quattr’occhi; dica su!»
«Signor marchese,» prese a dire l’ingegnere, «Mevio ha la fortuna d’esser sempre di buon umore, ma se lo vuol vedere farsi serio anche lui, gli parli adesso del povero avvocato Della Valle. Proprio così! Chi avrebbe mai detto che l’avvocato Massimo, di cui in fin de’ conti sono amico da pochi anni, dovesse essere proprio quel tale da mettermi la malinconia addosso! Ma cosa vuole, signor marchese! il giorno in cui l’avvocato si decise ad aprirsi con me l’ho veduto piangere come non ho veduto nessuno, e m’ha talmente commosso proprio insino al cuore, che non me lo so togliere dalla mente. Ho cercato, e cerco sempre io di consolarlo, ma con un uomo così disperato, come si fa!»
«Ho capito! Galanterie della moglie!»
«Eh!... ero quasi per dire, fosse qui tutto il guaio, ci sarebbe un rimedio....»
«Ha un rimedio lei?...»
«Capisco... ma insomma il guaio non è questo. Il guaio è stato.... è stato il solito guaio della giornata! Si vuol vedere il fumo, e non si bada se c’è anche l’arrosto!»
«Dice bene! Vada pure avanti.»
«E a dire così, ho detto tutto; il resto vien da sè. L’impiego dell’avvocato, le grandezze della moglie, le spacconate del socero... fumo! tutto fumo!... proprio così, e non dico per baia!... Sogni, illusioni, e niente altro! E che cosa resta a guardar nel piatto? Un bel niente! o dirò meglio, ci resta della miseria, delle lacrime.... Queste son come il condimento e non mancan mai!... Proprio così, signor marchese!... Le ho detto una cosa che le fa dispiacere.... che la rattrista!...»