Non vorrei però, a proposito di questi profondi disegni, come li chiama lui, vedermi un bel giorno messo in qualche garbuglio. Infatti, egli mi ha più volte confidato che vedeva venire da lontano, verso di me, il favore della pubblica opinione. «Quando sarà arrivato» gli ho risposto io.... «gli dica a mio nome che non sono in casa, che sono partito.» C’è un’altra cosa poi ch’egli vede venire; e credo un po’ meno da lontano, che vorrebbe dire e non dire, tanto gli conturba il pensiero e gli scotta la lingua. Egli sospetta possibile che il Garofani diventi sindaco di Borghignolo. È questo lo spettro ch’egli ha dinanzi giorno e notte, che lo segue dappertutto, e gli fa veder così nere le sorti de’ suoi conterranei. È questa la chiave dei suoi discorsi misteriosi, dei suoi sorrisi amari, dei suoi lunghi silenzi.
«Eh! sicuro!» gli dissi io stamani «e lei ne dubita ancora, signor Borsa, le pare una cosa lontana? Tra poco il vecchio Consiglio sarà mandato a spasso, se ne farà uno nuovo, il Garofani sarà il sindaco, e gli consegneremo le chiavi della città!»
«Ma sa lei...» cominciava il Borsa, con la voce strozzata.
«Che il Garofani sarà sindaco di nome, e il Buccelli lo sarà di fatto» ripigliavo io. «Sicuro che lo so!»
«Commesso postale, segretario, sindaco, priore della confraternita, tutto insomma!» disse in un sol fiato il Borsa, squarciando per un istante il velo d’una così lunga diplomazia. «E i popoli dovranno sopportare di queste cose! Tutto sul capo d’un solo!» continuava.
«Per l’appunto, è proprio quello che piace ai popoli di tanto in tanto! Chi ha sempre dato i voti al Buccelli?... Ha letto lei le storie antiche, quelle per esempio degli imperatori romani?...»
«Ne ho sentito parlare» disse il Borsa dopo una lunga pausa, «ma le confesso che non ci avrei mai creduto!»
10 febbraio 1866.
Ho mandato ad Aldo tre lettere anche stamani. Gliene diressi una a Brescia, una a Bologna, e una presso il suo battaglione. Le lettere che gli scrissi nei giorni passati, le mandai alla posta d’un paese a tre miglia da Borghignolo. Quelle d’oggi le feci portare dal fattore alla posta della città. Così, l’una dopo l’altra, io metto in pratica tutte le precauzioni del signor Borsa. Incomincio a credere anch’io ch’egli sia un grand’uomo. Siamo già in due di questo parere: lui ed io.