Riccoboni (Franc.) nacque in Mantova su i principj dello scorso secolo, venne a stabilirsi in Francia come uno de' principali attori nel teatro italiano di Parigi, e compose molti drammi comici per musica in lingua francese, che ebbero del successo. Scrisse inoltre nella medesima lingua Histoire du Théâtre Italien, Paris 1738, con bellissimi rami, 2. vol. in 8º, e Réflexions historiques et critiques, Amsterdam 1740, in più luoghi di quest'opera egli parla del teatro italiano, della musica, e della poesia drammatica. Il cav. Planelli loda altresì un altro picciol libro del Riccoboni intitolato: Pensées sur la déclamation, 8º, Paris 1738. (Dell'opera ec. p. 172). Riccoboni morì in Parigi nel 1772.

Ridieri (Giov. Antonio) da Vicenza, dove apprese da Freschi i primi elementi della musica, e quindi continuò a Ferrara sotto la direzione di Giov. Batt. Bassani i suoi studj di musica vocale. Sul timore ch'ei non farebbe gran fortuna come professore di canto, applicossi alla composizione. La sensibilità, il fuoco e la grazia, che caratterizzano le sue opere, gli conciliarono tutti i suffragj. Fu per sei anni al servigio del principe Stanislao Rzeuscky in Polonia, dove molto scrisse per teatro, per camera e per chiesa. Tornato in Italia, stabilì in Bologna una scuola di musica in cui formaronsi più virtuosi distinti, tra' quali l'illustre P. Martini: egli fu ricevuto con voti unanimi in quella cel. Accademia. Poco tempo dopo ebbe ordine dal papa di comporre la musica de' Salmi per la cappella di S. Pietro in Roma. Egli finì in Bologna i suoi giorni nel 1746.

Riedt (Gugl.), musico di camera del re di Prussia, morto in Berlino sua patria nel 1783, suonava con molta perfezione il flauto, ed occupò per più anni l'onorevol posto di direttore della società degli amatori di musica di Berlino. Possedeva delle cognizioni poco comuni nelle matematiche, ch'egli amava moltissimo, ed alla astrazione di questi studj vien attribuita l'aridità, che caratterizza le di lui composizioni. Egli è autore di più opere di teoria musicale in tedesco; eccone i titoli: Saggio sugli intervalli in musica sotto il rapporto del loro numero, del loro posto, e de' vantaggi loro nella composizione, Berlino 1753, in 4º. Difesa di quest'opera, nel tom. 1 delle Mem. crit. di Marpurg, nel di cui 2º tomo vi ha altresì di Riedt: Considerazioni sulle variazioni arbitrarie nelle idee musicali, nell'esecuzione d'una melodia; ed inoltre: Tavole di tutti gli accordi primitivi a 3, e 4 voci, che contengonsi nella scala compita de' tuoni, sì diatonici, che cromatici ed enarmonici del loro numero ed uso nella composizione. Nel terzo tomo trovansi di lui: Due questioni di musica colla loro soluzione a profitto degli amici della verità, cioè: se il perfetto unisono è, o no, un intervallo reale, e se possono ammettersi nella musica gli unisoni ingranditi, o diminuiti. Alcune di lui composizioni di musica instrumentale sono state impresse nel 1754 a Parigi, e nel 1758, a Lipsia.

Riepel (Giuseppe) ha goduto per molti anni della generale stima alla corte del principe de la Tour in Ratisbona, come direttore della di lui musica, sì per la sua probità, che per i suoi talenti nella composizione, e sul violino. Egli è morto nel 1782. Il principale suo merito nella musica consiste nell'essere stato il primo scrittore in Germania, che abbia sviluppato il caos del ritmo, e disposto in una maniera intelligibile pei studenti. Ecco il giudizio che ne ha dato Hiller: “Egli è un uomo che sa profondamente tutto ciò, che essenzialmente appartiene alla composizione, che cerca a toglierne via il superfluo, e che si applica a far conoscere a fondo ciò, che sinora non è stato se non superficialmente osservato da quegli che l'han preceduto. Egli non si ristringe a dar, come a caso, delle regole aride e secche, di cui possa far uso il lettore sì in bene che in male; ma si applica a mostrare a' suoi allievi, come debbon servirsene per trarne il vero loro profitto.” I titoli delle di lui opere sono: Anfangs etc., cioè: Elementi della composizione musicale, e del sistema delle misure, Ratisb. 1754, in fol. di cui ve ne ha una seconda edizione. Regole fondamentali del sistema de' tuoni in generale, Francfort 1755, in fol. Spiegazione ragionata del sistema de' tuoni in particolare, comune alla più parte degli organisti, Lipsia 1757, in fol. Spiegazione del falso sistema de' tuoni, Ausburgo 1765, in fol. Spiegazione indispensabile del contrappunto sulle note generalmente trasportate, ec. con esempj estratti da altri autori, e composti in parte a tal fine, Ratisb. 1768, in fol. Del ritmo armonico, ai poeti ed ai compositori, con alcuni esempj, 1776, 2 vol. in fol. Il maestro Hiller dice a tal proposito: “Questo libro merita che venga consultato da tutti quegli, che desiderano possedere una cognizione esatta delle parti essenziali della musica in generale, e d'una composizione pura in ispecie.” Schubarth allievo di Riepel, dopo la sua morte pubblicò nel 1786, un'altra di lui opera intitolata Chiave al basso: ossia Istruzione per i principianti nella composizione. Egli possiede inoltre altri manoscritti di Riepel, che promette di dare al pubblico.

Rigel (Arrigo Giuseppe), nato nella Franconia di onesta famiglia, ebbe la fortuna di avere tra' suoi maestri il cel. Jommelli. Nel 1768, si stabilì in Parigi, ove ebbe gran numero di allievi sul piano-forte, per cui aveva molta abilità e gusto. Compose altresì con gran successo quantità di musica sì per chiesa che per teatro: Gluck faceva molto caso delle di lui composizioni. Questo grand'uomo essendo sul punto di lasciare la Francia, gli amministratori del teatro mostrarongli il dispiacere di vederlo partire. Voi non avete tutto perduto, disse egli loro, avete quì un uomo a cui bisogna attaccarsi; M. Rigel è quegli che conviene pel gran teatro reale. Quando si ha scritto un Oratorio come quello di Rigel (la Sortie d'Egypte), si è in istato di fare delle grandi opere. I varj posti, ch'egli ottenne allora in Parigi, danno a divedere la stima che facevasi de' suoi talenti. Rigel fu maestro di musica del concerto spirituale, dell'Olimpico, e professore nella scuola di canto nel Conservatorio, ove molto contribuì al perfezionamento della nomenclatura, e de' principj dell'armonia, su i quali, dicesi di aver egli avuto idee assai chiare e precise. Una gran purità di melodia, ed uguale nitidezza d'armonia formano il carattere delle composizioni di Rigel. Passionato per la sua arte, nemico d'ogni cabala, all'epoca in cui la Francia era divisa in più fazioni musicali, l'una contro l'altra accanite, egli sapeva far giustizia al merito, e distinguere il buono in qualunque scuola, e in qualunque maestro si fosse. A siffatte qualità deve egli l'acquisto della pregevole riputazione di onesto uomo, non che di abil maestro: finì quasi subitamente di vivere in Parigi nel 1799. Luigi Rigel, il maggiore de' suoi figli e suo allievo era un ottimo sonatore di forte-piano e di violino, e buon compositore: fu egli il primo a disporre per il piano-forte le sei gran sinfonie di Haydn, ed i trio di Pleyel: benchè il suo talento non fosse indegno della capitale, erasi stabilito frattanto all'Havre, dove è morto nel 1811 di anni 40. Giovanni Rigel, di lui minor fratello, anch'egli eccellente professor di musica in Parigi, promette di pubblicare le di lui opere postume. Giovanni Rigel in età di 13 anni, dopo avere studiata quest'arte sotto la direzione di suo padre, fu nominato sotto-professore nella scuola di canto, e poco dopo cembalista e compositore al concerto spirituale. Fu quindi nell'espedizione d'Egitto, venne nominato membro di quell'istituto, e compose al Cairo la musica di un dramma quivi eseguita con successo. Di ritorno in Parigi egli gode della più distinta riputazione come uno de' primi accompagnatori sul forte-piano, e come un professore assai virtuoso. Ha molto composto in differenti generi, e le sue produzioni sono in grandissimo pregio per il buon gusto e la regolarità, che le caratterizzano.

Righini (Vincenzo), compositore italiano, maestro di cappella primieramente dell'elettore di Magonza, e quindi del re di Prussia, e molto stimato nella Germania. Nel 1782, diè la musica di due drammi burleschi: il Convitato di Pietra, e la Vedova scaltra. Le più recenti sue opere sono: il Filosofo confuso, 1786, Armida, 1788, Alcide al bivio, 1789. In occasione dell'elezione dell'Imperatore nel 1790, egli fece eseguire a Francfort una sua messa, che piacque moltissimo. Nel 1803, pubblicò per le stampe: Esercizj per la perfezione nell'arte del canto; riuniscono essi la solidità degli antichi maestri, e 'l buon gusto de' nostri giorni.

Rinaldo (da Capua), napoletano, figliuolo naturale di un nobile del suo paese, studiò dapprima per suo diporto la musica, ma fu in appresso nella necessità di professarla per vivere. All'età di 15 anni diè in Vienna la sua prima opera, e scrisse di poi per i migliori teatri di Europa. In Roma vien egli creduto inventore dei recitativi obbligati, ma si è trovato un oratorio di Aless. Scarlatti, dove molto prima di Rinaldo costui avevali usati. Quello di cui può vantarsi Rinaldo si è lo avere impiegato tra' primi de' lunghi ritornelli ne' recitativi, esprimenti una gagliarda passione, il che non poteva farsi dalla voce. Rousseau nel Dizionario lo considera come uno de' più cel. compositori italiani.

Robbers (Giovanni), professore di musica ed organista della chiesa francese a Rotterdam, è autore di una dissertazione Sur l'union de la musique avec la poésie, ch'egli inviò alla società letteraria d'Amsterdam nel 1790. La società avendo esaminato questo scritto, onorò l'autore con una medaglia.

Robertson (Thomas), dotto inglese pubblicò in Londra nel 1784, Inquiry into the fine arts, in 4º, dove tratta della musica teorica e pratica. (V. Bent's cat. of books, p. 133).

Rochefort (Gugl. de), dell'Accademia delle Iscrizioni è autore di una memoria intitolata: Recherches sur l'harmonie et les accords de musique des anciens, 1788, nella quale prova contro M. Burette ed altri, che l'arte delle parti concertanti in contrappunto non era così limitata presso i Greci, come si è da taluni creduto. Mr. de Rochefort è noto abbastanza per le sue traduzioni in versi dell'Iliade, e dell'Odissea d'Omero.