Rocchi (Antonio) è autore delle Istituzioni di musica teorico-pratica in 4º, pubblicate per le stampe in Venezia nel 1777. Non possiamo dar saggio di quest'opera, non essendo ancor giunta sino a noi.

Rodio (Rocco)º, cel. contrappuntista e didattico italiano del sec. 16, pubblicò in Napoli nel 1589, una collezione delle sue opere di pratica, e di altri rinomati compositori di quel secolo, come Villani, Bovio, ec., nomi or sepolti nell'obblìo. Ha maggior pregio un'altra opera didattica di Rodio intitolata: Regole di musica, Napoli 1626, citata assai volte con molti elogj dal P. Martini.

Rodolphe (Giov. Gius.), nato a Strasburgo, a 17 anni veniva riguardato in Francia come il primo sonatore di corno da caccia, che usasse i semituoni. Studiò altresì il violino sotto il celebre le Clair, e verso il 1754 passò in Italia al servigio del duca di Parma: fu egli il primo, che in un'aria di Traetta eseguì un accompagnamento di corno in concerto con la voce, e che in Italia accompagnò su quest'instromento i mottetti nelle chiese. Egli apprese anche in Parma la composizione sotto il famoso Traetta allievo di Durante, e passato quindi al servizio del duca di Wittemberga nel 1760, prese lezioni da Jommelli, e compose a Stuttgard la musica di un gran numero di balli del cel. Noverre, ch'egli poi condusse a Parigi, ove venne a stabilirsi nel 1763, e vi fece gran fortuna. Circa 1780, diè egli a M. Amelot il piano d'una scuola di musica, che fu eseguito quattr'anni dopo da M. Breteuil, e Rodolphe fu nominato professore di questa scuola, per cui compose il suo Traité historique et pratique d'accompagnement, e i suoi Solfeggi, che hanno avuto tanto successo, e che hanno contribuito a moltiplicare in Francia gli artisti, e gli amatori, rendendo facil l'ingresso nella carriera musicale.

Roger (Joseph-Louis) pubblicò a Mompellieri un'opera nel 1758 col titolo: Tentamen de vi soni et musices in corpus humanum, molto lodata dal Dr Lichtenthal. Forkel nel 1º vol. della sua storia generale della musica riguarda quest'opera come la più importante, che si sia scritta intorno a questa materia. Ella è divisa in due parti, nella prima tratta del suono ne' corpi sonori, de' mezzi co' quali si propaga, e del suono nell'organo sensorio dell'udito: nella seconda si dimostra la predisposizione dell'anima per i principj dell'armonia, e quindi tratta l'Aut. della predisposizione della materia all'azione del suono: della predisposizione dell'anima unita alla materia, ossia del corpo animato, e spiega finalmente con quali e quanti mezzi, e che agisca sull'uomo la musica.

Rolla (Alessandro), membro del real Conservatorio di Milano, e primo violino del gran teatro, gode meritamente della riputazione di essere il più abile virtuoso dell'Europa sulla viola. Dicesi inoltre che se gli è fatto un divieto in Italia di sonarla in pubblico, perchè le donne non possono sentirlo su quell'instromento, che non soffrino attacchi a' nervi. I concerti di violino, ch'egli suona nelle orchestre, tirano a se la folla de' dilettanti. Noi abbiamo riferito a questo proposito un curioso aneddoto, all'art. Diana. Egli ha composto molta musica istromentale pregiatissima.

Romieu (M.), della real società delle scienze di Monpellieri, a cui presentò nel 1753 una sua memoria, quivi nel medesimo anno impressa col titolo: Nouvelle découverte des sons harmoniques graves dont la résonance est très sensible dans les accords des instrumens à vent. La scoverta del terzo suono basso formato dalla riunione della vibrazione di due suoni gravi era stata fatta dal cel. Tartini sino dal 1714, e facevane la base della sua scuola in Italia, ma siccome non la pubblicò che nel 1754 nel suo Trattato di musica, M. Romieu pretese esserne l'inventore. “Nel rapportare questo fatto, dice Mr. d'Alembert, non pretendiamo toglier nulla al Sig. Tartini; noi siamo persuasi ch'egli non dee la sua scoverta che a' suoi proprj lumi; ma Mr. Romieu fu il primo ad annunziarla al pubblico.” Cheche sia di ciò, le migliori osservazioni intorno a questo terzo suono si trovano nelle Ricerche di Matt. Young e di Lagrange.

Roquefort (Bonaventura), nato nel 1778, membro di più accademie e società letterarie, nel suo Glossaire de la langue romaine, 2 vol. in 8º, Paris 1808, promette di dare al pubblico un Essai sur la poésie, la musique et les istrumens des Français, depuis le IX siècle jusqu'au XVII. Il testo in parte è tratto da' manoscritti antichi; egli formerà un vol. in 8º del testo, seguito da circa 100 rami coloriti dietro i monumenti del tempo, e dagli esempj di musica di ciascun secolo. M. Roquefort da più anni in quà si occupa altresì della composizione di una Storia generale della musica, che abbraccerà i diversi impieghi o rapporti di quest'arte con tutte le instituzioni presso tutti i popoli, e in tutti i tempi. Questa storia formerà cinque vol. in 4.º, seguiti da un sesto che conterrà le figure e gli esempj. “Ci si assicura, dice Mr. Fayolle, che una porzione di quest'immenso travaglio è già posta in ordine, e che l'A. possiede molti materiali, tra' quali ve n'ha gran numero che non sono stati mai pubblicati.”

Rosa (Salvatore), celebre pittore napoletano morto in Roma nel 1673. Amava egli passionatamente la sua arte, e le arti sorelle, la poesia e la musica. Mostrasi buon poeta e bello spirito nelle sue satire, e sonetti pieni di finezza, e bei motteggi: la sua casa in Roma era divenuta un'accademia, cui intervenivano uomini di buon gusto e d'ingegno: recitavansi de' versi, rappresentavansi commedie, e si faceva della musica. Tra le belle satire di questo valentuomo una ve ne ha mordentissima contro i musici e contro i cantanti, e contro quelle composizioni da chiesa non ben adattate alla maestà del soggetto, e al decoro dell'auguste cerimonie de la religione. E pure è ver che con indegni esempj — Diventano bestemmie a' giorni nostri — Di Dio gl'inni e li Salmi in bocca agli empj — Che scandalo è il sentir ne' sacri rostri — Grunnir il vespro, ed abbajar la messa, — Ragghiar il Gloria, il Credo, e i Pater nostri! — E si sente per tutto a più potere — Cantar sulla ciacona il Miserere ec. Così con tanta ragione, e sì poco frutto cantava questo bell'ingegno, e termina quindi — Chi vuol cantar, segua il salmista Ebreo, — Ed imiti Cecilia, e non Talìa, — Dietro l'orme di Giobbe e non d'Orfeo. Il d.^{r} Burney scrive ne' suoi Viaggi musicali, di avere trovato in una collezione di Cantate di Rossi, Cavalli, Legrenzi, Pasqualini, Bandini ed altri celebri compositori di que' tempi, conservate con diligenza da' curiosi in Italia, un libro prezioso di musica del famoso Salv. Rosa. Le parole di molte di quelle cantate sono di lui, ed otto intere delle medesime sono poste in versi ed in musica, e copiate dalla mano istessa di questo cel. Pittore. Sono esse non solo ammirabili per un semplice dilettante, dice Burney, ma la loro melodia sorpassa in gusto quella della più parte dei maestri del suo secolo (V. Encycl. méthod. art. Cantate, p. 205).

Rosetti (Antonio), nato a Milano nel 1744, si è formato principalmente sul modello del gran Gius. Haydn in Vienna, ove egli era verso il 1766 violinista nella cappella dell'Imperatore, e virtuoso di camera del principe d'Althan. Il suo merito, come compositore e direttore di orchestra, gli fè ottenere nel 1789 il posto di maestro di cappella a Schwerin, in cui succedette al cel. Westenholz. Le di lui numerose composizioni, per la più parte impresse, fannosi rimarcare per uno stile piacevole; le sortite de' strumenti da fiato, di cui sapeva servirsi a meraviglia, sono assai volte di un'estrema bellezza. Finchè si abbandona al suo proprio genio, la sua particolar maniera merita i suffragj degl'intendenti; ma dacchè calcar vuole le tracce di Haydn, il suo stile diviene affettato e monotono. Tra le sue produzioni si distingue l'oratorio impresso a Vienna nel 1786, Gesù moribondo, e l'opera prima a Amsterdam contenente tre sinfonie a grande orchestra.

Rossi (Lemme). Perugino, pubblicò nel 1666: Sistema musico, o musica speculativa, Perugia in 4º. Il P. Martini nel 2º t. della sua storia rapporta il sistema perfetto o sintono di Rossi per gli strumenti mobili, e l'imperfetto o participato per gli strumenti stabili. Questo sistema Sintono vien attribuito a Tolomeo, ma si chiamò poi di Lemme Rossi, “perchè questi giunse ad essere, dice il Martini, se non l'unico, certamente il più diligente amplificatore del medesimo, illustrandolo non solo colla più possibile precisione delle dovute proporzioni, ma inoltre con la necessaria aggiunta di quegl'intervalli, che lo fanno adatto all'artificio del contrappunto corrente.”