Scordi il momento vile
E de la patria il tenebroso giorno.
Ne l’amoroso e pio folgoreggiare
De gli occhi in lui levati
L’ampio riso rivegga ei del suo mare
Ne’ dì pieni di fati
Quando novello Procida,
E più vero e migliore, innanzi e indietro
Arava ei l’onda sicula:
Silenzio intorno, a lui sul capo il tetro