Ove d’amor non fiede

L’alta virtù, quinci la vita fugge

E morte incombe e, se d’amor digiuna,

Come putrido stagno immota siede

L’alma nel petto e suo vigor distrugge

Miseramente in infima lacuna.

Amasti, o saggio, e l’amor tuo derise

Sciocco vulgo maligno,

Chè i primi casi in loco

T’ebber condotto ov’egli colpa estima