E tanto amaro che nulla è più morte.
Tu disperavi: quando
Su l’angeliche penne
Al tuo dolor sovvenne
Quella ch’è amore e visïone e luce
Fra l’intelletto e ’l vero:
Nomarla a me lingua mortal non lice:
Tu la dicesti, amando, Beatrice.
Così di sfera in sfera
Tutto era melodia quello che udivi,