Tutto quel che vedevi ardore e luce,
E tutti quanti erano amore i sensi,
E lo spirto ed il verso un’armonia
Simile a quella che là su s’india.
Deh, qual parveti allora
Quest’umil patria, e qual de le partite
Città la lite, ahi come quella eterna
Che sempre trista fa la valle inferna....
E qui tralascio perocchè mi converrebbe trascriverla intera, anzi trascrivere l’intero volume, che merita altri elogi e più nobile encomiatore. Mirabile è pure la gentile ballata che rammenta le schiette e semplici rime de’ primitivi poeti toscani, del Cavalcanti, del Frescobaldi, che, lungamente e con grande amore studiati, derivarono nelle sue rime quella purezza inarrivabile che vi intraluce. Poi nel canto degli Italiani così esclama:
O di cuor peregrina e di favella