L’auriga rispose: — Siam già presso alla seconda ora dopo la media notte.

— Va alla casa del console, replicò Fulvia, e sollecita i cavalli.

L’auriga tacque e attese al debito suo.

VII. FULVIA E CICERONE.

In brevi istanti furono al palagio di Cicerone. Un profondo silenzio lo circondava e lo occupava di dentro.

L’ostiario sonnecchiava sul limitare. — Gli ostiarj si davano il cambio e non abbandonavano mai le porte delle case.

Dice Fulvia all’auriga: — Sveglialo.

L’ostiario si svegliò, si alzò, guardò, si meravigliò, domandò che cosa era avvenuto.

— Reca questa tavoletta al console; anche se fosse nel cubicolo, sveglialo.

— A quest’ora è ancora nella biblioteca.