— Se più t’indugi, non lo sarà mai. Guarda Pompeo. Non è di molto maggiore di te. E a ventiquattr’anni aveva già trionfato.... ed ora è il dio di Roma.

— E questo a te dà tedio?

— Tedio ed ira; e mi punge, quasi doloroso, un desiderio che sorga finalmente l’uomo che lo soggioghi.

— E credi che viva in Roma un tal uomo?

— Tu.

Cesare tacque.... e piegando poscia il discorso:

— Vuoi tu rimaner sempre fanciulla e consacrarti a Diana?

— No.

— Dunque perchè fra tanti patrizj cospicui di gioventù, di valore, di ricchezza, non scegli colui che ti faccia sua sposa?

— Chi di loro meritò statue d’oro? Per chi di loro sorsero templi? Do preferenza alla gioventù, ammiro la beltà; ma non mi vince davvero che il fatto di una virtù straordinaria.