[56]. [Hist. Aug.], Clod. Alb., 8, attribuisce invece l’iniziativa di questa guerra a Settimio Severo, ma con un racconto di insidie così romanzesco che non inspira nessuna fiducia. La concatenazione degli eventi mostra invece che l’iniziativa partì da Clodio Albino, dietro il quale si nascondeva un partito, forte in senato.
[57]. Dion. Cass., 75, 8.
[58]. Herod., 3, 15, 3.
[59]. Herod., 3, 8, 5: ma il passo è poco chiaro. L’argomento del resto è ancora pieno di oscurità e di lacune.
[60]. [Hist. Aug.], Sever., 17.
[61]. Dion. Cass., 76, 17.
[62]. Una delle cose migliori, scritte su Settimio Severo, sono i due capitoli del Duruy, Histoire des Romains, Paris, 1883, VI, pagg. 1-143.
CAPITOLO SETTIMO IL CAOS DEL TERZO SECOLO
(211-284)
49. Da Settimio Severo a Severo Alessandro: Caracalla, Macrino, Eliogabalo. — Morto Severo, il senato riconobbe imperatori i figli, già colleghi del padre nell’impero: M. Aurelio Antonino e Publio Settimio Geta. Il principio ereditario era ormai così audace e forte da osar di dividere l’impero come un patrimonio privato tra i due figli dell’imperatore. Ma questa prima spartizione ereditaria riuscì poco felice. Il figlio maggiore a cui, dalla foggia preferita del mantello, la tradizione darà il nome di Caracalla, era un soldato prepotente, sospettoso, autoritario. Presto venne in discordia con il fratello; e senza perdere tempo in lunghe contese, lo fece uccidere. Indi, per cancellare questo assassinio — il primo, da Nerone in poi, che avesse insanguinato una famiglia imperiale — si buttò nelle braccia della soldatesca, esagerando il padre.