— Dunque lei non crede che voglia fare divorzio?
— Ne sono quasi sicuro.
— Ma come spiega allora il telegramma dello zio?
La obiezione era alquanto spinosa, per un critico desideroso di spianare tutte le difficoltà. Tuttavia risposi: che a New-York come in tutte le città del mondo si fanno molti pettegolezzi. Mi guardò; sospirò con un fare tranquillo; e:
— Speriamo! — disse. — Del resto che giorno è oggi?
— Venerdì.
— Il capitano mi ha detto che alle Canarie arriveremo martedì mattina. Tre giorni ancora, e saprò. — Trasse l’orologio, gettò un grido di terrore: — Ma sono le otto e mezzo.... — esclamò. — Io la faccio morir di fame. Vado a vestirmi e in un momento sono pronta.
Avevo fame e tentai persuaderla a scendere nel refettorio così come era.
— Non ci perde nulla, signora. E non ci sarò che io....
Ma invano: il rito del mutar veste era sacro: e dovetti aspettare che le nove fossero suonate da un quarto d’ora prima di pranzare nella sala deserta, nella solitaria compagnia della bella confidente, però, e a mo’ di compenso.