Ma l’americana non vacillò.
— Se il dottore viene — essa disse — gli domanderà dove si sente male, se è stato altre volte malato. E dopo, mi sarà più difficile di curarlo.
— Lo cura dunque! — esclamò il Cavalcanti.
— Le malattie che non esistono? — chiesi io.
— E con che mezzi? — soggiunse il Cavalcanti.
— Con la scienza cristiana, — rispose la signora.
A queste parole un raggio di luce brillò alla fine, in quella metafisica confusione. La signora Yriondo apparteneva dunque a quella setta che la signora Eddy ha fondata negli Stati Uniti sotto il nome di «Cristian Science» e che proibisce di credere nella medicina e di servirsi di medici. Ne avevo inteso a parlare molto in America; ma non ne avevo conosciuto nessun proselito. Ed ecco il caso mi faceva incontrare una «scienziata cristiana» a bordo del «Cordova»! Non risi più, quando il Cavalcanti chiese che cosa fosse la scienza cristiana, sperando di approfittare anche io delle sue spiegazioni.
— È Cristo — rispose la signora — che ritorna nel mondo a scacciare il dragone: cioè il peccato, la malattia, la morte, l’odio. Cristo, cioè la Verità, l’Idea spirituale!
Si cominciava male: con parole di senso non facile e piano. Il Cavalcanti chiese chiaro e tondo come essa curava una polmonite.
— La malattia — disse allora la signora, schivando il caso particolare — non è che un sogno. È necessario quindi svegliare il paziente. E noi lo svegliamo, persuadendolo a poco a poco, con dolcezza, che la materia non sente, non soffre, non gode, perchè non esiste. Persuadendolo che lo spirito immortale è la sola causa efficiente nell’universo. Che la malattia non può essere nè causa nè effetto. Che chi non crede che il piacere e il dolore abbiano esistenza reale e intende che lo spirito è onnipotente, debella la malattia. Sviando l’attenzione dell’imaginario malato dal suo corpo e drizzandola a Dio. Sgombrando la mente dall’alito del serpente: dall’odio, dalla sensualità, dalla vanità, da tutte le passionaccie.... Perchè da questo alito nascono quegli orribili fantasmi dello spirito mortale, che noi chiamiamo poi febbri, cancri, ulceri, deformità.... — Fece una pausa; poi alzando il libro che teneva in grembo aggiunse: — Ecco, per me, la migliore delle medicine. Sono le conferenze che Svamo Vivekananda, il missionario vedantista, fece nell’America pochi anni fa. Quando uno dei miei cade nella illusione mortale della malattia, gliene leggo qualche pagina. È potente quasi quanto la Bibbia e il libro della signora Eddy....