— E anche una gamba rotta potrebbe aggiustarla, la filosofia del Vedanta? — non potei trattenermi dal domandare, brutalmente.

Ma un puritano anglo-sassone non capisce nonchè l’ironia neppure lo scherno: dopo essersi accertata, con precisa domanda, che le chiedevo se la scienza, cristiana fosse capace di fare operazioni chirurgiche:

— Sì — rispose tranquilla, tranquilla. — La fondatrice della Scienza Cristiana è riuscita anche nella chirurgia mentale. Ma occorre una straordinaria forza di pensiero, una incomparabile purezza di anima; e pochi ne sono forniti. Perciò la nostra santa fondatrice ha permesso ai suoi fedeli di servirsi di chirurghi per questi malanni.... — Tacque un istante; poi: — Vogliono conoscere a fondo la nostra dottrina?... Io potrei prestare loro il libro annunciato dall’angelo dell’Apocalisse, il libro della signora Eddy, il più grande libro, che sia stato scritto dopo la Bibbia.

Si levò ed uscì.

— È pazza da legare, — dissi beffardo, appena fu uscita.

Ma il Cavalcanti tacque un istante, pensoso; poi:

— Eppure — disse — una certa grandezza e nobiltà di pensiero....

— Cavalcanti, Cavalcanti! — gridai interrompendolo. — A furia di voler gustare, toccare, curiosare dappertutto, io non so che cosa lei non finirà di ammirare....

In quella la signora entrò con il libro annunciato dall’angelo: lo porse al Cavalcanti: gli diede anche una copia di Vivekananda, dicendogli che ne aveva due: e mentre il Cavalcanti sfogliava i due volumi, feci io in vece sua ufficio di diplomatico, per venire con la signora a conclusione. Incominciò tra noi una discussione, alla fine della quale la signora si dichiarò disposta ad ammettere il dottore nella cabina, a patto che non muovesse nessuna domanda al malato intorno al suo male; perchè questi discorsi avrebbero ravvivata nel cosidetto malato la falsa idea della malattia. Se aveva domande da fare, le facesse a lei, fuori della cabina. Dissi che avrei trasmesso al dottore questa proposta e speravo che l’avrebbe accettata.

Risalimmo nella sala da pranzo. Intorno alle tavole sparecchiate, il Rosetti, il dottore, l’ammiraglio, la Gina ci aspettavano chiacchierando e bevendo il gelato domenicale. Immaginarsi il dottore!