— Non dico questo, non dico — rispose un po’ infastidito e brusco l’Alverighi. — Dico che quando un uomo ammala, oggi, come ieri, come ai tempi dei Romani, se non muore guarisce: e allora la medicina dice che è merito suo. Ma anche i seguaci della signora Eddy sono persuasi, quelli che stanno bene, di dover ringraziare la dottrina che professano; quelli che sono malati, non dubitano che la scienza cristiana li risanerà; e quelli che sono morti, non sono più a tempo di provare la medicina scientifica, se avrebbe avuto miglior fortuna.

Ma allora tutti, tranne il Rosetti che tacque, insorgemmo vivacemente. Per giustificare anche le più pazze pazzie dell’America, l’Alverighi trascendeva sino a difendere la medicina sacra dei selvaggi e degli antichi, rifiorita per una incredibile aberrazione nel nuovo mondo. Ma a queste proteste l’Alverighi si stizzì.

— Ma non dimentichiamo — gridò — che l’America è il paese della libertà.... Se ci sono delle persone che preferiscono affidare a Dio la loro salute, piuttosto che alla medicina.... facciano il comodo loro. Cascherà il mondo, per questo? Che cosa ne dice lei, ingegnere?

L’Alverighi cercava l’aiuto del Rosetti, che dal silenzio egli poteva presumere pendesse più alla sua parte che alla nostra. Ma il Rosetti non rispose subito: lo guardò un momento, con un fare tra scherzoso e canzonatorio, e strappandosi la rada barbetta dal mento; poi:

— Io penso — disse — che l’uomo è un curioso animale.... Tutti i giorni una nuova, ha bisogno di almanaccarne!

E tacque. Tacemmo noi pure, un istante, guardandolo. Nessuno aveva capita questa vaga allusione. E il Cavalcanti lo sospinse a spiegarla, con un conciso: E cioè?

— L’uomo pretendeva una volta — ripigliò il Rosetti — che Dio non avesse di meglio da fare, che l’infermiere del genere umano. Adesso si è messo in capo che i suoi malanni li debba curare la scienza. Perchè poi e come, proprio non lo capisco....

Di nuovo tacemmo tutti, alquanto sorpresi. Parlò l’ammiraglio, ma solo dopochè si fu accorto che nessun altro parlava.

— Ma il perchè non mi pare che sia poi tanto difficile a trovarlo. La scienza studia il corpo umano, scopre le leggi che ne governano la vita, e quindi i mezzi per combattere la malattia e allontanare la morte....

Il Rosetti lo guardò e pizzicandosi la barbetta: