— Ma non è possibile — esclamò con veemenza l’ammiraglio. — È assurdo. È....

— Si bisticciano? — mi chiesi.

Ma il Rosetti a questo punto, mutando tono d’improvviso, rise e con fare scherzoso:

— Su via, — disse — ammiraglio; non si inquieti! Queste cose che le vo dicendo hanno soltanto la faccia del paradosso. Ci pensi un momento: ma le par ragionevole che la natura abbia inventate le sue eterne e immutabili leggi e poi le abbia nascoste ben bene, perchè l’uomo e la scienza giuochino a rimpiattello con lei? Ricordi che l’altro giorno — cioè non può ricordarlo perchè lei non era presente, glielo abbiamo raccontato poi — il signor Alverighi, il signor Ferrero e il sottoscritto conchiusero dopo una lunga discussione che l’interesse è il motore segreto di tutte le nostre ammirazioni artistiche. Noi giudichiamo bello quel che ci è utile di giudicare tale. Orbene: l’interesse è anche la ragione del vero. Le leggi scientifiche, non son io che le dico queste cose, ma una autorità più alta, il pragmatismo, che è la vera filosofia americana, le leggi scientifiche sono nel nostro pensiero, e non nella natura; non esistono mica fuori o prima di noi, ma noi stessi le inventiamo per sfruttare la natura: e non per capirla e spiegarla, che non ce ne importa nulla: sono insomma strumenti per operare; macchine ideali, quasi direi, e servono infatti a fabbricare quelle macchine di legno e di ferro che sono in tanto odio alla signora Ferrero. Non mi venga dunque a dire che una legge scientifica è vera, perchè in sè è piuttosto falsa: è vera quando è utile perchè ci serve: è dunque l’interesse che ci fa vera la scienza, proprio come l’interesse ci fa bella l’opera d’arte. La scienza è istrumentale, dice il Bergson e dice bene: quindi una scienza è tanto più vera quanto più fedelmente ci serve. E quindi la medicina non si può dire scienza che per cortesia o per tolleranza: ma in verità è una mezza scienza. Ci sono nella natura delle sostanze che posseggono la strana e misteriosa virtù di alterare in qualche modo lo stato dell’uno o dell’altro dei nostri organi. L’alcool inebria. La cicuta e la stricnina uccidono. Il cloroformio e la morfina addormentano. La china spegne la febbre. La digitale eccita il cuore. Il mercurio.... Sapete tutti quel che può il mercurio. Benissimo. Delle sostanze con cui noi possiamo aiutarci nei nostri malanni, dunque ce n’è. Ma quanti sono i casi e le volte che il medico possa dire al malato, senza esitare, e senza forse: ingoia questa droga e sanai sano?

Ma l’ammiraglio non voleva cedere le armi.

— Ma no, ma no: — replicò ostinato — non c’è nessuna proporzione tra i servigi che una scienza può renderci e la somma di verità sicure che contiene. La medicina ci rende grandi servigi; eppure è una scienza incerta e malsicura, perchè deve studiare dei fenomeni troppo oscuri e complessi. La astronomia è una scienza inutile o quasi, praticamente: eppure quanto è più sicura nelle sue affermazioni della medicina! Non negherà che sia una scienza, e una scienza vera, anche se essa non ci serve a far quattrini....

— Lei crede dunque che la terra giri proprio intorno al sole? — chiese all’improvviso il Rosetti.

Trasecolammo tutti, per davvero, a questa uscita.

— Ma come! — gridò addirittura questa volta l’ammiraglio. — Il sistema copernicano non è dunque più vero, adesso? E da quando in qua, se le piace?

— Il sistema copernicano non è stato mai vero, — rispose il Rosetti con un fare così candido che anch’io, se non l’avessi conosciuto da un pezzo, avrei creduto parlasse sul serio. — Quando noi diciamo «la terra gira».... Ma anche questa volta non voglio essere io a parlare; voglio che parli in vece mia un grande matematico, il Poincaré.... Dunque, quando noi diciamo: la terra gira, intendiamo di dire solamente che per noi è più comodo di supporre che la terra gira e il sole sta: perchè se gira davvero, l’una o l’altro, non lo possiamo sapere: e non lo possiamo sapere perchè non possiamo conoscere lo spazio assoluto. Ci pensi un momento e se ne persuade subito.... Quando dall’alto di un campanile io guardo un uomo che attraversa una piazza, io posso dire che l’uomo si muove, perchè so di sicuro che il campanile e su quello il soggetto vedente stanno fermi. Ma l’universo, quando lo contemplo dalla specola del mio pensiero, è una piazza troppo ampia; e dove lo trovo in quella il campanile assolutamente immobile su cui salire? un punto a cui riferire il moto della terra, del quale io non possa supporre che esso invece si muova intorno alla terra? E allora? Allora ecco dopo il Poincaré, la Sorbona annunciare, per bocca del Tannery, a questi fanciulloni di contemporanei, che il sistema copernicano e il tolemaico non sono nè veri nè falsi, nessuno dei due, perchè noi possiamo riferire il movimento degli astri così alla terra come al sole, far girare il sole intorno alla terra o viceversa, senza che le loro posizioni rispettive mutino e quel che noi possiamo conoscere sono le posizioni rispettive. I due sistemi si possono dunque capovolgere a piacere l’uno nell’altro.... Capovolgere, rovesciare: sa, avvocato, quando lei incominciò a capovolgere il giudizio universale su «Amleto», perchè io capii subito? Perchè avevo già meditato sulla facilità di capovolgere l’universo di Aristotele in quello di Copernico. Come il sistema del mondo! pensai.