E tacque. L’ammiraglio era tanto disorientato che per un momento non pronunziò parola.

— Sono intontito — disse poi. — Ma allora, se i due sistemi sono rovesciabili, perchè per tanti secoli gli uomini hanno tutti creduto che uno fosse vero e falso l’altro? Perchè ci volle tanta fatica per operare il rovesciamento? Perchè non ci sono oggi degli astronomi tolemaici e degli astronomi copernicani, come ci sono, non saprei, dei materialisti e degli spiritualisti, dei classici e dei romantici?

Il Rosetti si alzò.

— Venga meco — disse — sul ponte. Glielo spiegherò. Così potrò anche fumare un sigaro; chè qui è proibito....

Ci alzammo tutti, per seguirlo: ma mentre stavamo per uscire comparvero il Cavalcanti e il dottore.

— Ho fatto il veterinario a dovere — disse il dottore. — Ha una polmonite, ma non grave. Il cuore è buono. Se la caverà.

— E la scienza cristiana scriverà nel suo libro d’oro un nuovo trionfo — rispose sorridendo il Rosetti.

VI.

L’umida soavità dell’autunno rinfrescava la notte. Incominciammo a passeggiare per il ponte, con il Rosetti nel mezzo: tutti zitti in principio, chè il Rosetti, acceso il sigaro, pareva abbandonarsi, in silenzio e pensando, alla prima voluttà del fumare. Da molti anni non l’avevo visto mai in tanto brio, sebbene non mi riuscisse di capire dove mirava la nascosta ironia di quel lungo discorso.

— Lei sa di certo, ammiraglio, — riprese dopo un poco — che parecchi filosofi e astronomi antichi avevano già affermato e cercato di dimostrare che la terra gira intorno al sole. Anche Copernico ebbe precursori e non pochi.... I Pitagorici, Aristarco di Samo, Seleuco di Seleucia.... Come mai allora gli antichi furono quasi tutti ciechi a questa verità luminosa, e tra i ciechi ci furono nientemeno che Aristotele ed Ipparco: proprio Ipparco, il più grande astronomo dell’antichità?... Per interesse. Proprio così. Per ammettere che la terra si muova nello spazio, occorre ammettere pure che le stelle fisse, tutte quelle innumerevoli fiammelle lassù, siano poste a una distanza così grande da potersi praticamente dire infinita: perchè se no, come spiegare che non abbiano parallasse annua, o per parlare più alla buona, che non si veda nessuno spostamento nella loro posizione apparente? In altre parole: per smuovere la terra, bisogna lanciarla alla perdizione, granello impercettibile in mezzo a una ridda frenetica di milioni di mondi consimili; ingrandirle intorno lo spazio sino ai confini dell’infinito. Ma i filosofi e gli astronomi antichi non se ne sentirono l’animo, perchè nell’infinito si sarebbe volatilizzata anche la religione, e quindi l’arte, la morale, lo Stato antico, che posavan tutti sulla religione. Gli Dei dell’Olimpo potevano, sì, sorvegliare dall’alto la terra; ma ad una condizione: purchè la stesse ferma sotto ai loro occhi, nel centro di un universo chiuso e delimitato; e non scappasse nell’infinito, a smarrirsi tra gli sciami degli astri senza numero. Il politeismo antico insomma richiedeva un sistema geocentrico dell’universo. E perciò gli antichi preferirono il sistema tolemaico: per un interesse; perchè gli Dei ci potessero fare più facilmente i gendarmi dei nostri vizi: e lo preferirono, sebbene fosse tanto arruffato, e la povera umanità dovesse scervellarsi per capirlo alla meglio. Chi ha letto Aristotele, Tolomeo o anche Dante, ne sa qualche cosa. Ma a poco a poco, il mondo si accorse di poter congedare la sua celeste gendarmeria: il monoteismo cristiano del resto — è un profondo pensiero proprio di Augusto Comte, ammiraglio — aveva incominciato già a volatilizzare la divinità: si cominciò dunque a desiderare una spiegazione dell’universo più facile, più comoda, meno faticosa: e apparve Copernico a riformare l’architettura dell’universo. Che fece il buon Copernico? Allontanò le stelle; ingrandì un bel po’ l’universo, e in questo universo ingrandito inchiodò il sole e fece girare in tondo la terra: raffigurò insomma, i movimenti degli astri e i loro rapporti, in una maniera molto grossolana sì, anche completata dalle leggi di Keplero: grossolanissima anzi, ma semplice, semplice, semplice. Molto più semplice che non quella tolemaica: più semplice però, non più vera, badi bene: e per questo trionfò: perchè l’uomo è l’eterno scansafatiche della creazione....