— Lei avrebbe ragione — disse il Rosetti — se per distinguere le parti vitali dalle caduche, noi avessimo un altro criterio che il fatto: se perisce o resiste. Ma noi diciamo prima che solo quel che è vitale davvero si conserva: aspettiamo poi a giudicare che cosa era davvero vitale, di veder quel che si è conservato. Il giochetto è troppo semplice!

— Proprio come diceva un certo manuale di tattica, — interruppi io, — che una volta facevano studiare in Italia ai soldati: in battaglia vince il più forte; ma chi è il più forte si conosce dopochè ha vinto!

Il Rosetti sorrise; e riprese:

— Insomma il Bene e il Male sono una strana coppia, come il Bello ed il Brutto. Sono nemici; eppure stanno sempre insieme: sono opposti, eppure scambiano di continuo le maschere e invertono tra loro le parti: cosicchè come si fa a distinguerli? La vita è la commedia degli equivoci, per questo. L’uomo insegue il Bene: lo abbranca alla fine o crede averlo abbrancato: ahimè, la maschera lo aveva ingannato: era il Male! Fugge disperatamente il Male, corre, corre, perde il respiro, spossato si abbandona.... E guarda combinazione: è cascato nelle braccia del Bene! Osservate tutti gli opposti: l’Autorità e la Libertà, la Guerra e la Pace, la Ricchezza e la Povertà, la Vittoria e la Sconfitta, il Sapere e l’Ignoranza, il Lusso e la Semplicità, la Forza e la Debolezza, la Vita intensa e la Vita riposata; e poi decidete d’accordo, se vi riesce, quale è il Bene e quale è il Male. Chi giudica bene, o progresso, o civiltà — nomi tutti che sono sinonimi — l’uno di questi opposti e chi l’altro, argomentando come lo sospinge quale forza? Frugate bene: l’interesse! Ancora l’interesse, l’interesse sempre e dovunque, proprio come nell’arte e nella scienza: l’interesse, nome vasto che abbraccia cose diverse: l’inclinazione dell’indole, i bisogni innati e quelli acquisiti, la religione, i beni privati, la patria, lo Stato, l’ordine sociale a cui l’uomo appartiene, i puntigli dell’amor proprio, le stesse illusioni dell’ambizione, del desiderio e della speranza. Ma nessuno ha potuto ancora trovare un argomento definitivo che tronchi questa eterna disputa degli interessi, disputata dalle origini del mondo e nessuno ci riuscirà mai: e perciò l’uomo rassomiglia al cavallo che fa muovere la ruota del molino camminandoci dentro: a seconda che questo interesse o quello prevale, che questa o quella illusione o ambizione o aspirazione ha più forza, egli giudica Bene Progresso Civiltà, Male Decadenza, Barbarie, ora la Libertà ora l’Autorità, ora la Ricchezza ora la Povertà, ora il Sapere ora l’Ignoranza, ora il Lusso ora la Semplicità, ora la Vita intensa ora la Vita riposata. Lei non crede, avvocato, che noi potremmo farci Mussulmani: ma perchè? ai tempi in cui vince l’ardimento, l’audacia, l’operosità, perchè piccole ed energiche oligarchie dominano, seguono sempre i tempi in cui la moltitudine mediocre, detta legge e impone le sue virtù o i suoi difetti — li chiami come vuole: la semplicità, la rassegnazione, la moderazione dei desideri, la mediocrità degli averi. Come presso i Mussulmani. La vita oscilla, come un pendolo, da un opposto all’altro perchè i giudizi sulle qualità delle cose sono rovesciabili; e il Bene diventa Male, il Male Bene, se appena gli interessi fanno un piccolo sforzo per capovolgerli. Per qual ragione questo ritmo dovrebbe da questo momento essere sospeso «sine die» a profitto di chi? Se lo rammenti, Cavalcanti: l’uomo è simile al cavallo chiuso nella ruota girante: cammina, suda, sbuffa, si travaglia, crede di salire e di scendere, e invece è sempre nel luogo dove mosse il primo passo: e la lunga via percorsa, e le difficili ascese, e le discese precipitose, furon tutte solamente sogno e illusione....

— Ma allora — interruppe brusco l’ammiraglio — la vita non sarebbe che una immensa allucinazione dei nostri interessi, cioè delle nostre passioni....

— Degli interessi — rispose il Rosetti — che sono momentanei e si credono eterni; che sono diversi ed opposti e ciascuno si crede unico. Questa è del resto la conclusione comune di quasi tutte le filosofie più recenti. Di qui nasce che la vita è un divenire continuo, che si crede un eterno stare. Tutto è interesse e perciò illusione: dalla idea dello Spazio e del Tempo....

Ma la stupefazione dell’ammiraglio fu tanta, che gridò addirittura:

— Anche lo Spazio ed il Tempo! Inventati dagli interessi! Questa poi!

Il Rosetti pensò un momento, poi trasse l’orologio di tasca; e:

— Mancano pochi minuti a mezzanotte — disse. — Se continuassimo domani?