— Io? — mi rispose. — Ma io non sto mai così bene come a bordo di un transatlantico. Ero fatta per correre i mari, io....

Mi sedei sulla panca vicina; incominciammo a discorrere, come si suole, un po’ a caso, del tempo, della navigazione, del vapore.

— È la prima volta che viaggio in un vapore così piccolo e lento, — essa mi disse, con disinvoltura e con garbo, come era necessario per avvertirmi subito che essa, nel mondo, di solito, stava più su dei suoi compagni di viaggio, ma senza parer di essere troppo infastidita da quella discesa, momentanea del resto. — Non si sta male, però — soggiunse. — I servitori sono educati e zelanti, la cucina è buona....

Passammo così a ragionare del mio viaggio nell’America meridionale; poi venimmo alla conversazione della sera precedente.

— Quante sciocchezze ha dette quel signore.... come si chiama? — essa disse con tono risoluto. — Sono proprio le stesse cose che ho sentite ripetere per ventidue anni da mio marito!

Che quella giovane signora — o che tale pareva — denunciasse spensieratamente ventidue anni di matrimonio, era cosa da meravigliarsene chi si sia: questa volta però non battei ciglio: osservai solo che simili discorsi si udivano di solito in bocca ad Europei arricchiti e non ad Americani.

— Ma mio marito — rispose — è europeo come me. È nato a Varsavia.

E mi domandò anzi se non l’avevo conosciuto a New-York. Le risposi che sì; che l’avevo conosciuto ad un pranzo, come tanti altri grandi finanzieri di New-York: come lo Schiff che aveva preso parte alla colazione del City Club; come Isacco Seligmann e Giacomo Speyer che avevano assistito al pranzo della Columbia University. La signora mi guardò in faccia con occhi più ridenti del consueto, quasi illuminati da una improvvisa vampa di interna allegria; e:

— «Ils sont drôles, n’est ce pas, les Américains? Quels barbares!» — mi disse. — Fanno a un pranzo una insalata di scienziati e banchieri, con una disinvoltura....

E si mise a ridere. Protestai non esser partigiano del divorzio tra il denaro e la cultura; e che perciò non ci vedevo alcun male: anzi.... Ma fece le boccuccie e con una mossa di grazioso disdegno protestò che banchieri e finanzieri eran la più tediosa gente da lei conosciuta. Non battei ciglio neppur questa volta, ma cresceva in me la sorpresa. Spregiar così, figlia e moglie di banchieri, la propria gente!