Le chiesi infine come era nata la zuffa; e chi aveva cominciato. Ma non rispose a tono: fece dei lunghi racconti confusi, divagando tutti i momenti.

Cercai allora Maria: la trovai a poppa, che cuciva. Era una donna più che quarantenne, ancora piacente e fresca, vestita con semplicità non scevra di eleganza, e con quel fare dell’emigrante cui l’è andata bene; che è ancora popolo, ma popolo greggio e rude non più. Tanto per avviare il discorso le chiesi se veniva dal Brasile e in qual parte e fazenda aveva lavorato.

— Dal signor X...? L’ho conosciuto, il suo padrone, — dissi. — Un gran galantuomo.... Si è trovata bene?

Mi rispose di sì; mi disse — quando glielo chiesi — che si recava in Italia perchè suo marito era morto e perchè il primo dei due figli doveva fare il soldato; che non sapeva se sarebbe tornata in Brasile o no. Mi fu facile di condurre il discorso su Orsola. Ma a sentir questo nome ammutolì, abbassò gli occhi sul lavoro, riprese a cucire: poi lentamente, mentre tirava il filo:

— Chi non ha voglia di lavorare farebbe meglio a non andare in America, — sentenziò genericamente con tono asciutto e severo.

Ma l’allusione era chiara. La sollecitai a spiegarla con qualche domanda. Chiarì infatti questo punto, restato sino allora nel vago, dicendomi che nella fazenda si sta bene e si guadagna: ma bisogna che anche la donna e i figli lavorino. Se la donna passa la giornata sulla porta della casa, a ricamare, a cantare e a chiacchierare con le vicine, come faceva Orsola, e se i figli sono piccoli, la famiglia non può prendere in affitto molti piedi di caffè e si indebita.

— E parecchie volte l’abbiamo aiutata anche noi: ma sì, era un pozzo senza fondo: sempre in bisogno.... Lei capisce, noi non siamo ricchi, per quanto qualche cosa l’abbiamo messa da parte. Chi si cava il pane di bocca per i propri figliuoli, non vuol mica spendere per mantenere gli oziosi.

Condussi il discorso sull’intendente: era un italiano buonissimo e a modo — essa mi disse; e quando io allusi alle sue amorose persecuzioni, sorrise.

— Le domandi — aggiunse — dove è adesso l’intendente.... È in Italia da sei mesi. Ci è andato a sposarsi.

La rivelazione, se vera, era grave. Volli alla fine cercar di indagare se ci fosse del vero nelle cose dette da Orsola su Maria ed Antonio: e un po’ maliziosamente: