Alzò gli occhi nei miei, e sentitamente, con dignitosa sicurezza:

— Voglio restare — disse — la moglie di mio marito, la signora Feldmann.... Come son stata per ventidue anni. Le pare eccessivo?

Non ci avevo pensato. La risposta mi tappò la bocca. Tacqui un istante, confuso: poi, con un modo più gentile e un po’ titubante, le chiesi che cosa intendesse di fare. Prendere, appena sbarcata a Genova, il diretto per Parigi e Cherbourg o l’Havre; e imbarcarsi nel primo piroscafo che salpasse alla volta di New-York — mi rispose.

— Quando mio marito mi rivedrà, si ravvederà; ne sono certa. Mio marito mi ama — conchiuse con fare sicuro e sottolineando la frase con quello stesso sorriso enigmatico che altra volta le avevo visto sulla faccia al ripetere quella medesima frase. — Lei ne dubita?

Ne dubitavo così fortemente che essa aveva potuto leggermi il dubbio negli occhi: ma le risposi chiedendole solamente per qual ragione il marito volesse allora fare divorzio, mentre a me stesso chiedevo per qual ragione essa sorrideva a quel modo.

— Ha dovuto — mi rispose — tornare a New-York per affari: non voleva partire: e a New-York miss Bobbins l’ha accalappiato di nuovo. Capisco adesso perchè abbiamo fatto questo lungo viaggio nell’America del Sud. Lo scandalo del «Great Continental» fu un pretesto. Voleva sfuggire a miss Robbins. Ne sono sicura. Anche Lisetta lo dice.

Tacqui, intimidito dalla autorità di Lisetta e ripugnandomi così di deludere come di illudere la signora; di nuovo essa lesse chiaro nel mio silenzio: e con una certa ansia mi chiese:

— Non le pare? Crede che mi inganni?

Ma già sentivo nascere in me un principio di pietà; volli nascondere i miei dubbi; cercai di confortarla ma fui maldestro; perchè le ripetei che essa aveva cultura, intelligenza, amicizie, ricchezze....

— Anche lei, anche lei? — mi interruppe aspra e agitata. — La ricchezza, la ricchezza! Hai dei milioni: dunque che cosa chiedi ancora? Se mio marito mi inganna, mi abbandona, mi getta in mezzo alla via, quando il capriccio gli piglia, io non debbo lagnarmene: ho dei milioni e potrò sempre abitare in un bel palazzo, comperare un’automobile e portar delle perle come queste. Perchè queste sono le sole perle vere che ho portato nel viaggio. — Fece una pausa. — Non ho io forse mantenuto i miei impegni? — proseguì con voce affannosa. — Ho forse avuto degli amanti? Non sono stata fedele? docile? sottomessa? Non l’ho amato e non lo amo? Se io dicessi che adesso mi piace un altro uomo, non direbbero tutti che sono una sgualdrina? No: sarebbe infame se ci fosse un tribunale che concedesse questo divorzio. E non è possibile, non ci posso credere! E che cosa farei io dopo? Dove andrei? Sola, senza famiglia, senza casa, sospettata e infamata? Che cosa penserà il mondo di me? E poi quando uno ha vissuto una parte della sua vita in America, come ho fatto io, crede lei che possa di nuovo vivere solamente in Europa? È un mondo troppo chiuso, troppo piccolo, troppo pieno di angustie. No: la fortuna l’abbiamo fatta insieme; una parte è mia; mio marito non ha il diritto di rubarmela per darla a una cameriera: un posto me lo son fatto nella società, in Europa e in America, e non voglio perderlo, perchè lui ha dei capricci.... Ma sa che tra qualche anno io potrei diventar moglie di un ministro o di un ambasciatore? Perchè pare che lo nomineranno, se alle prossime elezioni.... Purchè arrivi a tempo, però. Mio Dio, mio Dio!... Ma perchè è così lontana l’America!...