— Che diavolo succede? — mi domandavo frattanto, un po’ stupito dal vivo trasporto del Rosetti e più dalle cose che diceva, troppo aliene dalla austerità dei suoi principii. Ma a questo punto il diverbio fu interrotto da una mossa repentina del dottore che volgendosi verso di me:
— Giusto lei — disse. — La cercavo....
E mi raccontò ch’era stato chiamato poco prima al capezzale di Maddalena e che Maddalena desiderava vedere la mia signora. Gli risposi che se voleva andavo a farle l’ambasciata: essa era nella cabina.
— No, no, vado io — disse.
E fatto un piccolo saluto, si partì con quella sua andatura impettita e soldatesca, troncando sdegnato quella discussione.
Ma appena fu partito:
— Ma che cosa è successo? — dissi sorridendo e guardandoli tutti e due. — Quel benedetto dottore ha fatto perdere la pazienza anche a lei, ingegnere?
— È un brav’uomo, — disse il Rosetti scrollando le spalle e ricomponendosi. — Ma qualche volta anche i brav’uomini....
E l’Alverighi mi raccontò che il dottore incontratili poco prima li aveva fermati per chieder loro se sapevano dove io fossi perchè voleva farmi l’ambasciata di Maddalena; il discorso era così caduto sulle storie degli emigranti da me raccontate il giorno prima; di chiacchiera in chiacchiera avevan ragionato anche della signora Feldmann; una prima discussione era nata, e alla fine il dottore era scoppiato in una furibonda invettiva contro l’America, la Rivoluzione Francese, la democrazia, l’emigrazione e la civiltà moderna tutta quanta, che egli aveva definita nientemeno che l’immondezzaio dell’universo! Il Rosetti alla fine aveva persa la pazienza; e n’era nato il diverbio di cui avevo ascoltato le ultime battute.
— Lei però — dissi io sorridendo al Rosetti — parlava un po’ per ironia, credo.... L’ironia è un dono di Dio.... Perchè se no, addio limite. Anche lei parteggia per la civiltà illimitata....