— E pensare — disse — che ognuno di quei miserabili che stentano la vita su quei dirupi potrebbe diventar milionario, se emigrasse in Argentina! L’Europa è piena di imbecilli!
Gli risposi ridendo che non sarebbe poi una così bella cosa se tutti diventassero milionari, perchè allora chi ci lustrerebbe ancora le scarpe? Ma non mi diè retta e:
— Abbiamo discorso per due settimane di cose inutili, Ferrero; vuol che facciamo un piccolo discorso serio? Vuol che i suoi figli almeno un giorno siano milionari? Compri terre nella provincia di Mendoza, dove le abbiamo noi. O nella provincia di Cordova....
E mi spiegò diverse speculazioni, per conchiudere:
— Compri, compri; questo è il momento; e poi non ci pensi più. Arricchirà dormendo.
E avendogli io risposto che non me ne importava:
— Si è convertito anche lei al Vedantismo? — disse ridendo. — Quanto a me io voglio farli, i miei cento milioni: se no che ci starei a fare al mondo?
Intanto in lontananza un mucchio bianco era spuntato davvero — Genova; a poco a poco ingrandì, si chiarì sotto il sole che squarciava le nuvole. Incominciarono gli estremi saluti: cordiali e quasi intimi tra me, mia moglie, il bambino, il Cavalcanti, l’Alverighi, l’ammiraglio, la signora Feldmann, il signor Vazquez, il Rosetti: più contegnosi e sostenuti con gli altri passeggeri. Tra questi saluti comparvero a un tratto il signore e la signora Yriondo; lui pallido, magro, febbricitante ancora.
— Cose da pazzissimi, un assassinio in regola — borbottò il dottore.
Ma la signora era fiera di poterci mostrare i miracoli della «Christian Science», e ci disse che uscendo di letto suo marito compiva un atto di energia che fugherebbe ancora più lontano la mortale illusione della malattia.