Tacque un momento, sopra di sè: poi, a un tratto, sbuffando e come chi si sfoga:

— Signor Ferrero, signor Ferrero — disse — vorrei che lei facesse per sei mesi il mio mestiere.... Allora, sì, che la conoscerebbe per davvero l’America! Altro che viaggi e conferenze! Quando sento parlare di emigranti e di emigrazione, mi vien voglia di ridere. Sa che cosa ci vorrebbe per quella gente? Non un semplice medico, come sono io; ma un alienista. Su cento emigranti, creda a me, non ce ne è uno che abbia il cervello a posto. Tutti pazzi sono, o sulla buona strada per ammattire....

Protestai, ridendo, che il dottore esagerava. Sì, certo: questa grande orda che ogni anno varcava l’Oceano, seminava di vittime il suo lungo cammino. Eppure.... Ma non mi lasciò finire.

— Se gli va bene, sono i denari — interruppe. — Se gli va male, i patimenti: in un caso e nell’altro l’emigrante perde quel po’ di giudizio — molto poco — che Dio gli aveva dato. Ma le pare che un uomo possa vivere con un piede in America e un piede in Europa, a cavalcioni dell’Atlantico, e non perdere l’equilibrio? Conclusione: tutti isterici e mezzo matti, diventano. Il che sarebbe poco male: il peggio è che mi cascano qui tutti sulle braccia a me; ed io li dovrei curare....

Non insistei nel proposito di confutarlo; ricondussi il discorso ad Antonio, sinchè il dottore conchiuse:

— Lei che lo conosce, gli parli un po’ e gli dica di non far lo stupido a quel modo. Insomma, si tratta della pelle di sua moglie. Per poco che valga!...

— Proverò, — risposi, — ma son sicuro di fare un buco nell’acqua. Antonio è un balordo insolente. Bisognava sentire come rispondeva quando era al nostro servizio. Imaginarsi adesso!

Per il pranzo la signora Feldmann indossò il terzo abito della giornata; e pranzando ragionammo ancora un poco degli interessi nell’arte. Ma l’Alverighi — incredibile a dirsi — ascoltò senza parlare; il Rosetti chiarì con qualche nuovo esempio il suo pensiero; noi non movemmo obiezioni: cosicchè non ci fu disputa nè battaglia. La sera trascorse tranquilla, ma senza illuminarmi in alcun modo intorno ai casi della signora. Il Cavalcanti o non aveva voluto o non aveva potuto far parlare l’ammiraglio. Di nuovo, dopo il pranzo, l’Alverighi era sparito. Ragionai invece a lungo, quella sera, di Antonio e di Maddalena con la Gina, e concordi conchiudemmo che, a compenso della infingardaggine di lui, lei doveva aver lavorato troppo; non altrimenti poteva spiegarsi che ripatriassero, lei malata e lui rimpannucciato. A ogni modo per mantener la promessa scesi la mattina di poi — martedì — nella terza classe e fattomi sedere accanto Antonio sopra un mucchio di grosse corde, davanti alla dispensa della terza classe, poco distante dalla scala che saliva al ponte di passeggiata; tra il via vai degli emigranti e dei marinai, in vista dei cuochi biancovestiti che si affaccendavano in fondo alla dispensa per allestire il desinare alla plebe numerosa di quel piccolo mondo, incominciai a ragionare della moglie. Ma non appena gli ebbi detto:

— Sai, Antonio, la signora Gina ha visitato ieri Maddalena, è seriamente malata....

Egli uscì subito in una delle sue sciocchissime risposte, sebbene con un fare insolitamente cortese.