— Lo so, lo so. E il signor commissario non me la vuole curare.... Ha sempre fretta, è sempre sulle furie, non gli si può mai parlare.... Sono stato io che ho detto a Maddalena di farsi visitare dalla signora Gina.

Un po’ sorpreso, così dalla strana uscita, come dal tono insolitamente gentile, con cui mi parlava, gli risposi che mi pareva che il commissario l’avesse visitata....

— Sì, un momento. Il giorno dopo l’imbarco e ci fece anche una sfuriata, non so perchè. Ma poi non l’ha più vista: le ha ordinato di star sola, sul ponte, laggiù seduta.... Tutta la sua medicina è quella. Come vuol che mi guarisca, una donna come Maddalena; lei la conosce; avvezza a non star mai un minuto senza far niente?

— No: l’America non l’ha fatto più intelligente, — pensai tra me.

E un po’ per non perder tempo in inutili ragionamenti, un po’ per fare impressione su lui, gli dissi con tono alquanto risentito di badar a non prender troppo le cose in ischerzo: Maddalena aveva bisogno di molte cure e sopratutto di riposo.

— Perchè — aggiunsi sorridendo, ma con intenzione — qualcuno mi ha detto in gran segreto all’orecchio che in America ha lavorato lei molto più di te....

Antonio non si scompose; e guardandomi in faccia, senza sorridere questa volta, serio, con fermezza e quasi con dignità, mi rispose:

— Ha lavorato lei, ed ho lavorato io, in America. Abbiamo lavorato tutti e due, come negri.

— Come un negro, tu? — risposi.

— Perfino di notte ho arato il campo, quando c’era la luna. Non è mica l’Italia, l’America.