— E le sembrerebbe poco, — ribattè il dottore, — anche se non avesse fatto altro?

— E che cosa doveva fare secondo lei? Scannarla? — intervenne a questo punto l’Alverighi, che era finalmente comparso, ma — cosa per lui insolitissima — solo all’ora della colazione. Nella mattinata nessuno lo aveva visto, e uno dei mercanti astigiani aveva raccontato di averlo veduto, la notte precedente, alle due e mezzo, passeggiar per il ponte superiore solo.

— Un galantuomo non batte mai moneta con la colpa altrui — rispose il dottore. — Il popolano che uccide la moglie adultera è certo meno corrotto di quello che ne fa mercato.

— Ma lei — interruppi io — mette Antonio a pari di un marito che venda la moglie: non mi par giusto, una differenza c’è, mi sembra....

— L’uomo — incalzò l’Alverighi — che sa cavare un bene da una disgrazia è un savio. Non mi meraviglio che Antonio abbia fatta fortuna in America....

— E neppur io! — rispose il dottore. — La disinvoltura con cui truffava i suoi padroni in Europa....

— Truffava! — interruppe brusco l’Alverighi. — Perchè pagato poco lavorava di mala voglia....

— Se a lei pare — replicò il dottore — che chi prende un impegno abbia poi il diritto di non mantenerlo, perchè giudica che i patti non sono equi....

— No, non ha il diritto, — rispose pronto l’Alverighi, — quando le due parti contraenti hanno eguale forza. Ma la truffa, come lei la chiama, è il supremo scampo, in Europa, del povero, quando il ricco lo incalza spietato. E per lui l’altare, che il supplice antico abbracciava disperato, invocando gli Dei....

— E quindi — ribattè sardonico il dottore — al povero proletario sono permessi il furto, la frode, la bugia, il «sabotage»....