— Lei si sentirebbe allora l’animo di sostenere, per esempio, che questi nostri abiti fatti a macchina, non sono più brutti di quelli che portavan gli uomini del settecento?

Come sarebbe terminata questa strana discussione, non so: ma ecco in quel momento sopraggiungere, placido, attillato, dignitoso, fumando un avana grosso come le dita grassoccie tra cui lo stringeva, il signor Vazquez. Ci salutò, si sedè in un seggiolone che era rimasto vuoto tra noi e:

— Sempre filosofia — disse ridendo. — Il «Cordova» sarà chiamato «el buque de los savios». Il guaio è che quel signore — e minacciò l’avvocato con il dito — si è dato all’ozio. Aveva promesso di scrivere, qui sul battello, il rapporto che io debbo presentare ai banchieri di Parigi per un certo nostro affare della provincia di Mendoza.... Ma sì! Non fa che leggere, pensare, discorrere....

Scherzosamente, il Cavalcanti gli disse che l’Alverighi ci stava rivelando proprio allora cose più gravi e più grandi, che i più grandi e gravi affari della terra. Ma il Vazquez non si commosse.

— Gli do vacanza — disse — sino a Gibilterra. Ma da Gibilterra in poi lo richiamerò alle cose serie. Avrà tempo, del resto, per discorrere. Con questa tartaruga! Venti giorni per andare da Buenos-Aires a Genova! «Es una enormidad».

Gli obiettammo che sulle vie del Sud il carbone è più caro che su quelle del Settentrione. Ma non vacillò.

— No, no: io andrò in dieci giorni da Buenos-Aires a Genova, ne sono sicuro: se non sarà il carbone, sarà il petrolio, o l’elettricità, o l’idro-aereoplano: o qualche altro portento. Ma qualche cosa sarà. Io credo nel progresso.

— Come tutti gli Americani — osservai.

Assentì con il capo; trasse due lunghe boccate di fumo, facendo rosseggiare la brace del sigaro; e poi:

— Dieci anni fa, andando in Europa facemmo scalo a Bahia, e lì vidi il primo tranvai elettrico. Come rimasi, loro se lo figurano! Pensino che a Buenos-Aires tutti i tranvai erano a cavalli, ancora! Adesso hanno visto, in dieci anni, che cosa siamo stati capaci di fare! Abbiamo la prima rete elettrica del mondo; anche Parigi ce la invidia, con quei suoi vecchi omnibus a cavalli.