— Sa che cosa dissi un giorno a mio marito? Indovini.
E si mise a ridere.
— Underhill era più vecchio di mio marito, non so di quanti anni.... Ebbene gli dissi che Underhill mi sembrava un giovane di venti anni, e lui un venerando vegliardo di novanta.
— Un bel complimento, per Bacco! — dissi non senza una certa meraviglia.
— Difatti mi tenne il broncio per tre giorni. Eppure anche questa volta avevo ragione.
— Come sempre!
— Non mi canzoni. Avevo ragione, perchè mio marito è così pessimista e diffidente sempre! E l’altro invece era tanto ottimista, fiducioso, allegro....
— Americano, cioè, mentre suo marito è europeo. Ma lei ora mi ammira nella persona dell’Underhill quell’America che l’altro giorno mi trattava di barbara. Quel coraggio, quell’impeto, quell’energia sono appunto le qualità....
— Degli Americani? — interruppe pronta, scrollando le spalle, con un atto di spregio. — Lo crede anche lei, come tanti Europei? Perchè gli Americani fanno tanti quattrini? Come se fosse una cosa difficile far dei denari!
— Un pochino, direi, signora. Pur troppo, anzi! — risposi ironicamente.