— Ma se ne ha fatti tanti perfino mio marito, in America! — ribattè.

Quest’accanirsi spietato mi irritò e:

— Almeno, — protestai a difesa dello sconosciuto marito — se non gli cascano in casa dal cielo i milioni a suo marito!

— Ma no, ma no — rispose pronta e come un po’ impazientita. — Sa scegliere gli uomini: ecco il suo segreto. Gli uomini dotati di quelle qualità che a lui mancano. Li odia: ma li sa sfruttare; e sopratutto sa nascondere le sue debolezze dietro le loro spalle. In questo è intelligente.... Come in tutto il resto, del resto. E così ha fatto credere a molti di essere una specie di Napoleone della finanza, e quel che è più curioso alla fine se ne è persuaso anche lui.... Proprio come Nerone credeva di essere un grande artista! Vede dunque che rassomiglia proprio a Nerone! Se sapesse come dimentica presto, quando una impresa è riuscita, che egli ha sconsigliata.... Un giorno, dopo il trionfo di Underhill, gli ricordai le sue disperazioni per il famoso telegramma dei trenta milioni. Che furia mi fece, sapesse!...

— Altro che ininterrotta concordia! — pensai tra me. Ma alle ultime frasi così chiara la meraviglia trasparì dai miei occhi, che la signora ammutolì a un tratto, e:

— E che? — disse. — Avrei forse dovuto tacere?

— No, non dico questo — risposi un po’ impacciato. Poi soggiunsi: — Ma perchè lei gli ricordava queste cose?

— Perchè? Oh bella! Perchè era giusto.... Le par giusto che un uomo si attribuisca il merito che spetta ad altri?

— Non dico che sia giusto; ma....

E tacqui guardandola.