— Ma che ma! — rispose con un sorriso tra fiero e scherzoso, levando con energia la piccola e bella testa. — Pensa lei forse che io sia una persona accomodante? Transazioni, ipocrisie, menzogne? Mai. E forse per questo avevo ragione di non volerlo sposare: e feci male a cedere ai miei genitori.... Ma ero così giovane!

— Ah! — dissi questa volta senza recondita intenzione. — Lei non voleva dunque sposarlo....

Di nuovo la signora arrossì un poco: ma invece di rispondermi si levò e raccogliendo il suo velo intorno alle spalle:

— Domando scusa, — disse — ma bisogna che me ne vada. Incomincio a sentire l’umido della notte....

Ci alzammo anche noi, mentre io dicevo a me stesso:

— Ho bell’e capito adesso, perchè tuo marito vuol fare divorzio! Non è un quesito difficile, no!

E mentre in piedi ci salutavamo vidi più da vicino il suo vezzo. Allora, così per dire, tanto per prendere commiato:

— Signora, — dissi — devo dirle che queste sue perle, non meno della persona che le porta, sono l’oggetto dell’ammirazione di tutti. Un gioielliere che è a bordo dice che dovevano appartenere a qualche principe indiano....

Non dimenticherò, sinchè campo, la scrosciante e sconcertante risata che rispose al ben tornito complimento.

— Non lo indovina, perchè rido? Ma queste perle sono false! Ho una collana come questa, vera quella; ma è a Parigi, al «Crédit Lyonnais». Sei mesi fa sono tornata in Brasile sola: e non ho voluto portare con me i miei gioielli.