— Capisco ora! — esclamai, rammentandomi in quel momento di Lisetta e del suo piede imprudente. Ma mi ripresi e ammutolii a tempo.

— Che cosa capisce? — chiese incuriosita la signora.

— Capisco.... Capisco che questo vezzo imita il vero meravigliosamente.

Ma la signora fece una osservazione più profonda.

— Che cosa vuol dire l’idea! Non bisognerebbe portare che perle false. Se il mondo vi fa credito di una ricchezza sufficiente a comperarle vere, le crede vere anche quando sono false: se non vi fa credito, le crede false anche quando sono vere....

E se ne andò.

— Io direi — dissi volgendomi alla Gina — che essa detesta suo marito.

Ma in quel momento sopraggiunse il Cavalcanti.

— Venga, venga — disse, — Ferrero! Il Rosetti ha ripresa con l’Alverighi la discussione sul progresso che avevamo appena incominciata questa sera. Mi pare che questa volta l’avvocato abbia trovato pane per i suoi denti!

Passammo sull’altro fianco della nave. A mezzo del ponte di passeggiata, non molto lungi dalle scale che salgono al ponte superiore, sotto la pioggia melodiosa di suoni e concenti che cadeva dal salone di sopra, dove avevano ricominciato a danzare, il Rosetti, l’ammiraglio, l’Alverighi sedevano a cerchio.