— Non le ho detto — mi disse sorridendo e tendendomi la mano — che io ero nata per correre i mari?

Barattammo poche frasi banali; poi improvvisamente deponendo la matita sulla carta:

— «Monsieur Ferrero, vous qui savez tant de choses», — mi disse, sottolineando le parole con un grazioso sorriso.

— Mi vuol domandare un piacere — pensai, mentre mi sedevo e respingevo con la modestia obbligatoria il complimento.

Difatti essa riprese:

— «Vous devriez me rendre un service».... L’ammiraglio la sa lunga intorno a mio marito, ne sono sicura: ma a me non vuol dire niente. Lo faccia cantare lei. Voi, uomini, sapete come si fa, tra di voi....

— L’ha indovinato — dissi tra me.

Ma avendo già invano scandagliato l’ammiraglio finsi di dubitare: aggiunsi che vedrei, proverei, tenterei: finchè incoraggiato dalla sua, avventurai finalmente a mia volta una domanda indiscreta ma necessaria.

— Ma insomma — chiesi risolutamente — andava lei d’accordo con suo marito, sì o no? Perchè non mi è riuscito ancora di capirlo: e questo è, mi pare, il punto capitale. E chi può scioglierlo meglio di lei?

Temevo di metterla in qualche impaccio; invece mi guardò attonita.