— Sa.... ero giovanissima allora.... Quasi una bambina, ancora.... E poi tante cose, le ragazze non le sanno.... Io non lo conoscevo. Fu condotto in casa da amici, che volevano farmelo sposare, d’accordo con mia madre. A me la prima impressione che mi fece... Le sembrerà strano, forse. Mi fece ridere.... Era così timido!

— Timido!

— Sicuro — rispose. Poi incominciò a ridere a scatti, come chi vuol frenarsi e non può. — Era tondo, grassoccio, miope, goffo.... E impacciato, impacciato! Arrossiva quando una signorina lo guardava o gli parlava. Ma mia madre mi disse che Federico era un partito straordinario, che sarebbe uno dei futuri Cresi dell’America. Mio padre me lo ripetè: mi cantarono la stessa canzone mio fratello, mio zio, le mie zie, la mia governante, la mia cameriera. Come poteva una giovinetta resistere a questa coalizione?

Un soffio di vento ci investì in quel momento, agitò nelle pesanti fibbie di ferro le corde tese dintorno a noi, sibilò sugli spigoli di ferro della nave, ci fece tacere per un istante. Mi volsi a guardare l’Oceano: sulla grigia pianura delle acque, sotto il cielo senza sole, il mare morto incominciava a rivivere, increspandosi e biancheggiando: ma il «Cordova» continuava a rullare e a beccheggiare, quasi soffermandosi un istante ogni tanto e sollevando di improvviso la prua, per poi lento e solenne ricadere quanto era lungo sull’acque e continuare il cammino nella solitudine oceanica, che dal «Cordova» ormai vuoto di uomini pareva anche più deserta e selvaggia del solito. Ma la solitudine stessa pareva incitare alle confidenze: non sentivo più nessuno scrupolo di far domande indiscrete come se ci conoscessimo da anni ed anni; la diffidenza scemava, cresceva la curiosità, perchè tra le continue contradizioni di queste confidenze, non mi raccapezzavo. Amava, detestava od era indifferente al marito? Apertamente interrogai:

— Ma insomma lei rammarica o no di averlo sposato? L’altra sera e or ora ha detto di sì: poco fa invece attribuiva le sue ripugnanze all’inesperienza.

Ma non rispose a tono.

— Io credo — disse — che i miei avrebbero dovuto impedire il matrimonio. E mio padre infatti a un certo momento ci pensò. Un paio di quei suoi accessi di collera, durante il fidanzamento, lo avevano spaventato....

— Ma se era così timido....

— Di solito sì, ma quando andava in furia!... E si infuriava per dei nonnulla! Ma mia madre tranquillò mio padre. Mia madre era un angelo, ma credeva che quando uno ha molto denaro, è felice.

— E allora, come andarono i primi anni di matrimonio? Maluccio, suppongo!