— Ma no. È un uomo fortunato, Federico: e gli capitò subito una fortuna.... Che durante il viaggio di nozze io ammalai di tifo a Venezia. Bisogna dire che fu mirabile, in quella brutta circostanza. Mi assistè con uno zelo!... Proprio non avrei creduto che ne fosse capace.... — Si trattenne a tempo; e: — Che vuole? — continuò. — Quella prova di affetto mi intenerì, mi vinse: incominciai a scoprire in lui tutte le buone qualità che aveva.... e ne aveva: l’ingegno, lo spirito, la cultura, anche la gentilezza.... a intervalli. E poi era veramente innamorato di me, questo non è dubbio, — aggiunse con un fine sorriso. — Le ripeto: come marito è stato sempre un modello. Che lo eguaglino, al mondo ce ne saranno; che lo superino, no. A poco a poco divenni indulgente; dei difetti, tutti ne hanno, mio Dio; siamo al mondo per compatirci, non è vero?... Poi incominciò la vita comune, mezzo anno a New-York e mezzo in Francia; quei due mondi, gli amici, la figlia....
— Insomma anche lei si innamorò di lui — conchiusi, per provocar una risposta precisa.
— Sento in coscienza di non essere stata una cattiva moglie, e di aver fatto quanto potevo per rendere felice mio marito — rispose.
E tacque guardandomi. In quel momento le lampade elettriche si accesero sul ponte, fioche nel crepuscolo: imbruniva: i soffi del vento si seguivano a intervalli più corti e più fragorosi: il «Cordova» continuava a beccheggiare e a rullare tra onde schiumeggianti e in un mare rifatto vivo. Ci avanzavamo verso la notte.
— In conclusione dunque, — dissi, per rompere il silenzio — in questi primi anni lei non è stata infelice....
— Ma no, ma no. E poi lui migliorò, non lo posso negare. Si lasciò ammansare e ingentilire da me. Ne feci quasi un uomo civile di quel barbaro! — soggiunse con un tono tra superbo e acrimonioso che fece di nuovo vacillare la mia opinione: dunque lo detestava!
— I guai — dissi, per scandagliare di nuovo — sono incominciati quando andarono ad abitare in Madison Avenue, allora?
— Pur troppo! — rispose. — Quella casa mi ha portato sfortuna. E pensare, che stavamo così bene nella vecchia casa della 56ª strada! Io non volevo sgomberare; ho pianto; lo presentivo! Ma dopo avere guadagnati tanti milioni nell’affare del Great Continental, mio marito volle una casa molto più vasta, dove ricevere e scialare. «Siamo tanto ricchi ora» diceva sempre «ci possiamo permettere questo ed altro!» Questo ragionamento, io non lo capisco: sarò una sciocca: spendere del denaro perchè fa piacere, sì: ma perchè se ne ha, no! — Ma qui si interruppe e improvvisamente: — Ma io l’annoio con le mie faccenduole private: mi perdoni: parliamo di cose che l’interessino di più....
Protestai di no: mentre incoraggito dalla facilità con cui la signora mi aveva rivelato l’ammontare della eredità paterna del marito, mi chiedevo se potessi arrischiare una domanda, la cui indiscrezione oltrepassava i termini della buona creanza. E mi decisi:
— Perdoni la mia curiosità; ma ha guadagnato molto nel «Continental», suo marito?