— Molto, molto; e non in quell’affare solo: dal 1902 al 1906 furono proprio anni d’oro.
Una nuova esitanza, a cui seguì il passo decisivo.
— E a quanto potrà ammontare, ora, la fortuna di suo marito?
Credevo che avrebbe elusa la domanda: ma no, rispose:
— Di preciso non lo so; coteste fortune, lei lo sa, sono sempre fluttuanti. Ma ho sentito mio fratello dire che Federico ora dovrebbe possedere più di un centinaio di milioni.
— Nespole! — gridai, sinceramente sbalordito. — Non han poi tutti i torti, le signore di bordo, se....
E le raccontai che essa era in gran riverenza presso i suoi compagni di viaggio come «miliardaria». Il racconto la divertì assai; e:
— Adesso capisco — disse — perchè quel signor Levi viene a offrirmi ogni giorno o delle perle o dei diamanti o degli smeraldi o degli zaffiri, chiedendomi sempre per lo meno il doppio del vero prezzo! Mi crede una sciocca o che non me ne intenda. Ma gioie, tappeti e quadri.... Chi mi imbroglia è bravo!
— Scienza ereditaria! — pensai, mentre essa incominciava a raccontarmi certi suoi sagacissimi acquisti.
Un po’ le diedi retta, per cortesia; poi, per richiamarla all’argomento: