Viol. Lei, signor professore rimase a discorrere a lungo iersera con papà?

Arn. Sì, un po’! Abbiamo parlato di cose serie.

Viol. Ha trovato modo di parlare anche di me.... dei miei desideri.

Arn. No, cara Violetta. Mi è stato impossibile, suo padre era preoccupato da altre cose.

Viol. (con un sospiro) Eh sì, lo è sempre!

Arn. (guardandola) Oh, ne parleremo, ma più tardi. E suo padre dov’è? È uscito forse?

Viol. No, deve essere in studio: vado a cercarlo.

Arn. Grazie, non s’incomodi, preferisco andarci io.

Viol. (stando in ascolto) Aspetti, mi pare che egli scenda ora le scale. Forse era salito da lei. (Wangel entra dalla porta sinistra).

SCENA III. Detti e Wangel.