Ellida. Ora non mi attrae più. Ho potuto contemplarlo, ho avuto la libertà di scrutarlo, ecco perchè vi ho rinunciato.

Wan. Comincio a comprenderti. I tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, sono altrettanti enigmi ed allegorie: ciò che ti attraeva verso il mare, verso quello straniero, era un bisogno di libertà, che si è svegliato ed ingigantito in te, e nulla più.

Ellida. Non lo so. Ma tu sei stato un buon medico: hai trovato ed osato fare uso del vero mezzo, il solo che poteva salvarmi.

Wan. Noi medici, nei grandi pericoli, giuochiamo tutto. Ed ora sarai mia, non è vero, Ellida?

Ellida. Sì, mio caro, mio fedele Wangel, ora sarò tua.

Wan. Ellida, noi vivremo ora l’uno per l’altro....

Ellida. Dividendo i nostri comuni ricordi.

Wan. Sì.

Ellida. E il nostro amore per le nostre figlie.

Wan. Tu le chiami le nostre figlie!