Viol. (guardandolo sorpresa) Dio mio! È proprio lui!
SCENA VI. Arnholm e Detti.
(Il professore Arnholm in elegante abito da mattina, con occhiali d’oro e un bastoncino in mano appare in fondo al viale. Ha l’aria stanca. Guarda in giardino — saluta ed entra).
Wan. (andandogli incontro) Sia il benvenuto, professore. Non può credere con quanto piacere la rivedo in questi luoghi che le sono tanto noti.
Arn. Grazie, dottore, mille volte grazie. (gli stringe la mano e vengono tutti e due al proscenio) E son queste le bambine? (stendendo loro le mani) Non le avrei riconosciute.
Wan. Lo credo bene.
Arn. Nonpertanto, Violetta.... Violetta sì, l’avrei riconosciuta.
Wan. Sono otto o nove anni che lei non ci vede; da allora sono avvenuti tanti mutamenti.
Arn. (guardando attorno) Non mi pare: sono cresciuti gli alberi, si è abbellito il giardino; ecco tutto.
Wan. La scena, infatti, è sempre la stessa.