Lyng. Nello stesso viaggio al ritorno abbiamo naufragato nel canale. Io riuscii a scivolare nella grande scialuppa col capitano e cinque marinai. Il pilota invece s’imbarcò col marinaio sul piccolo canotto.

Ellida. E non si ebbe più alcuna notizia di loro?

Lyng. Alcuna, almeno a tutt’oggi, in cui mi scrive anche il mio benefattore. Da quest’avventura io voglio trarre il soggetto d’un’opera d’arte. Vedo la sposa infedele del marinaio, poi il vendicatore che quantunque annegato sorge, cosa orrenda, dal mare. Me le vedo queste due figure innanzi agli occhi palpitanti di vita.

Ellida. Io pure. (si alza) Andiamo a cercare Wangel. Qui si soffoca (si avanza in giardino).

Lyng. Io me ne vado, volevo solamente farle una piccola visita per porgerle i miei auguri. Ora che l’ho fatta....

Ellida. Faccia come crede. Arrivederci allora e grazie dei fiori. (Lyngstrand saluta ed esce dal giardino).

SCENA XI. Ellida e Arnholm.

Arn. (alzandosi e avvicinandosi a Ellida) Quel racconto l’ha commossa?

Ellida. Sì, ciò non pertanto...

Arn. Eppure non c’era nulla di straordinario. Doveva immaginarselo.