Ellida. (fissandolo attonita) Dovevo immaginarmela?

Arn. Lo credo.

Ellida. Immaginare che un uomo possa tornare al mondo in quelle circostanze!

Arn. Ma no, diavolo! Forse che questa pazza storia dello scultore, avrebbe....

Ellida. Mio caro Arnholm, non è tanto pazza quanto lei suppone.

Arn. Dunque questa storiella dell’uomo risuscitato l’ha turbata a questo punto? Ed io che credevo...

Ellida. Che cosa?

Arn. Credevo che quella sua emozione non fosse che una simulazione da parte sua, o che soffrisse per un’altra causa; per lo spettacolo a cui assiste di vedere che qui si solennizza in secreto una festa di famiglia, e che suo marito e i suoi figliuoli vivono una vita di ricordi a cui lei è estranea.

Ellida. No, no, non parliamo di questo; io non ho alcun diritto di pretendere che mio marito sia solo per me.

Arn. Eppure è il suo diritto.