Sig.ª Alving. Osvaldo! Non avresti dovuto restartene così a lungo laggiù, mio povero ragazzo.
Osvaldo (sedendo presso alla tavola). Credo che tu abbia ragione.
Sig.ª Alving. Lascia ch’io asciughi il tuo volto, Osvaldo. (lo asciuga col proprio fazzoletto)
Osvaldo (guardando innanzi a sè con indifferenza). Grazie, mamma.
Sig.ª Alving. Non sei stanco, Osvaldo? vorresti dormire un pochino?
Osvaldo (con angoscia). No, no.... non voglio dormire! Non dormo mai, io; fingo soltanto! (con voce sorda) Ciò avverrà anche troppo presto!
Sig.ª Alving (guardandolo con inquietudine). Ah! è vero dunque che tu sei malato, figlio mio benedetto?
Regina (tendendo l’orecchio). Il signor Alving è malato?
Osvaldo (con impazienza). E poi.... chiudete tutti gli usci! Quest’angoscia mortale....
Sig.ª Alving. Chiudi, Regina.