(Regina chiude e rimane presso l’uscio del vestibolo. La Alving leva il suo scialle; Regina fa altrettanto).
Sig.ª Alving (avvicinando una seggiola ad Osvaldo, e sedendo accanto a lui). Vedi, mi metto vicino a te.
Osvaldo. Sì, va bene! Regina non deve abbandonare la stanza. Regina deve restarsene sempre accanto a me. Tu verrai in mio soccorso, nevvero Regina?
Regina. Non capisco....
Sig.ª Alving. In tuo soccorso?
Osvaldo. Sì.... quando ce ne sarà bisogno?
Sig.ª Alving. Osvaldo, e tua madre non è sempre pronta a volare in tuo soccorso?
Osvaldo. Tu? (sorridendo) No, mamma, quel soccorso tu non puoi offrirmelo. (sorride amaramente) Tu! ah! ah! (la guarda con serietà) Eppure.... era bene il tuo ufficio! (con violenza) Regina, perchè non mi dai del tu? Perchè non mi chiami Osvaldo?
Regina (piano). Non credo che ciò piacerebbe alla signora.
Sig.ª Alving. Fra poco, ne avrai il diritto; adesso, vieni tu pure a metterti vicino a noi.