Osvaldo. Perchè nelle tue lettere non mi trattenesti mai di tutto ciò?
Sig.ª Alving. Mai, prima d’oggi, avrei creduto possibile di poter confessare tutto a te, suo figlio.
Osvaldo. Ed oggi hai compreso?
Sig.ª Alving (lentamente). Non vidi che una cosa soltanto, cioè, che tuo padre era un uomo finito, prima della tua nascita.
Osvaldo (con voce strozzata). Ah!... (si alza e s’avvicina alla finestra).
Sig.ª Alving. Eppoi ho riflettuto che Regina apparteneva a questa casa.... allo stesso titolo di mio figlio.
Osvaldo (volgendosi vivamente). Regina!...
Regina (trasalendo e con voce malferma). Io!...
Sig.ª Alving. Ora; entrambi sapete tutto!
Osvaldo. Regina!