Sig.ª Alving (avvicinandoglisi). Che intendi dire, mio diletto? C’è qualche soccorso ch’io non sia disposta ad offrirti a costo della mia vita?

Osvaldo. Quando dopo l’accesso di laggiù, io ebbi ripreso il senno, il medico mi disse, che se tale caso dovesse ripetersi — e sento che si ripeterà — non ci sarebbe più speranza.

Sig.ª Alving. Ebbe il coraggio di dirti questo!

Osvaldo. Io l’ho costretto! Gli dissi, che dovevo pigliare certe disposizioni.... (con un sorriso maligno) Ed era vero! (dalla saccoccia interna del suo vestito egli leva una scatoletta) Mamma, vedi tu ciò?

Sig.ª Alving. Che cos’è?

Osvaldo. Delle polveri di morfina.

Sig. Alving (guardandolo spaventata). Osvaldo!.. figlio mio!

Osvaldo. Sono riuscito a raccoglierne dodici cartine.

Sig.ª Alving. (tentando di afferrare la scatola). Dammi quella scatola Osvaldo!

Osvaldo. Non ancora, mamma. (rimette la scatola in saccoccia)