Il Past. Superiore a tutti?...
Sig.ª Alving. Sopportavo ogni male pazientemente, sebbene non ignorassi ciò che avveniva fuori di casa; ma allorchè lo scandalo si annidò tra queste quattro mura....
Il Past. Che dite? Ah, mio Dio!...
Sig.ª Alving. Sì, qui, sotto il nostro tetto. Sì, fu là, (indica la prima porta a destra) là che n’ebbi la prima rivelazione. Un giorno in cui ero occupata in questa stanza, vidi la bambinaia rientrare con dell’acqua pei fiori....
Il Past. Ebbene?...
Sig.ª Alving. Un momento dopo rientrò pure Alving. Lo udii parlare a bassa voce con quella ragazza. Poi intesi.... (con un riso secco) oh! e mi suona ancora straziante e ridicolo a l’orecchio, intesi la mia serva mormorare; «Lasciatemi, lasciatemi dunque, signor ciambellano».
Il Past. Che leggerezza imperdonabile! Ma non si trattava che d’una leggerezza, ve l’assicuro, signora.
Sig.ª Alving. Anche troppo presto appresi come stavano le cose. Il ciambellano raggiunse il suo scopo con quella donna e la relazione, Pastore, ebbe delle conseguenze.
Il Past. (pietrificato). E tutto in questa casa! In questa casa!
Sig.ª Alving. Sopportai tante cose in questa casa! Per trattenervelo di sera e di notte, dovetti divenire la compagna delle sue orgie secrete, lassù, nella sua camera. Dovetti pormi a tavola con lui e bere e bere con lui, e ascoltare le sue insanie; dovetti lottare corpo a corpo con lui per metterlo a letto.